Tremonti: "Non ho bisogno di rubare soldi agli italiani"

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
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Il ministro dell’Economia va in tv e si difende dalle accuse sulla casa di Roma, offertagli dall’ex collaboratore Marco Milanese, ora coinvolto nell’inchiesta P4. Al Corriere: "Ho sbagliato, ma nessun illecito". E a Repubblica: "Mi sentivo spiato"

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla P4)

Giulio Tremonti passa al contrattacco. Prima rispondendo all'editoriale di Sergio Romano sul Corriere della Sera e poi in tv, ospite di Uno Mattina su RaiUno (guarda il video in alto) , per ribadire di aver commesso un errore, ma di non aver "bisogno di rubare soldi agli italiani".
Il primo atto della difesa arriva però dalle pagine di via Solferino. Come promesso, con una lettera al Corriere , il ministro dell'Economia ha così risposto all'articolo, apparso sul quotidiano giovedì 28 luglio , con il quale si chiedevano chiarimenti sull'affitto della casa a Roma.
“Signor direttore, Ambasciatore Romano, rispondo in questo modo anche ad una legittima pubblica richiesta di chiarimento”, esordisce il ministro, che a proposito delle voci di un suo possibile passo indietro, giovedì aveva dichiarato, scherzando : "Mi sono dimesso... da inquilino".
Nella lettera Tremonti spiega innanzitutto di avere come un’unica abitazione a Pavia e che “per le tre sere a settimana che normalmente – da più di quindici anni – trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee”.
Tremonti passa quindi a spiegare i suoi rapporti con Milanese: “Ho accettato l’offerta per l’utilizzo temporaneo di parte dell’immobile nella sua piena disponibilità ed utilizzo”, dice il ministro che poi spiega che per “ovvi motivi di opportunità cambierò sistemazione”.

"L'errore? Non aver lasciato l'immobile" - Tremonti chiarisce: “Nessun nero e nessuna irregolarità. […] In contropartita della disponibilità di cui sopra, basata su di un accordo verbale revocabile a richiesta, come appunto poi è stato, ho convenuto lo specifico conteggio di una somma a titolo di contributo, pagata via via per ciascuna settimana e calcolata in base alla mia tariffa giornaliera di ospitalità alberghiera. Come facevo prima e come ora appunto faccio ogni settimana in albergo".
Trattandosi di questo tipo di rapporto tra privati cittadini non era infatti dovuta l’emissione di fattura o vietata la forma di pagamento”. E spiega che “all’inizio avevo pensato a un diverso contratto, che poi ho subito escluso, per ragioni personali. […] La ragione del tutto non era di convenienza economica, ma di privacy”.
Tremonti, dopo aver spiegato l’origine dei suoi compensi, ammette di aver commesso degli errori. “In primo luogo, non aver lasciato prima l’immobile. L’ho fatto in buona fede, ma sarebbe stato più opportuno, dato che proprio questo è ora causa di speculazioni che avrei potuto e dovuto evitare. Con il senno di poi, ripeto, ho sbagliato”.

Il servizio di SkyTG24:




In tv: "Non ho bisogno di rubare soldi agli italiani" - La replica del ministro Tremonti alle accuse passa però anche per la tv. E così, venerdì 29 luglio, il titolare dell’Economia spiega le sue ragioni anche a Uno Mattina, su RaiUno: "Io prima di fare il ministro dichiaravo al fisco 5 milioni, 10 miliardi di vecchie lire all'anno. Devo dire che do in beneficenza più di quanto prendo come parlamentare. Non ho bisogno avere illeciti favori, di fregare i soldi agli italiani. Non ho casa a Roma non me ne frega niente, non faccio vita di salotti". Che aggiunge: "Forse avrei dovuto essere più attento, ma se devi lavorare in questo modo... Gestire il terzo debito ti impegna abbastanza. Ma se ci sono stati illeciti la magistratura procederà. Se ci sono stati appalti commissariamo tutto, abbiamo già commissariato una società e lo rifaremo se serve".

Barbieri, segretario Sunia: "Un caso di evasione fiscale" - "Quello che emerge da questa vicenda è un evidente caso di evasione fiscale, dove l’evasore ovviamente non è Tremonti ma Milanese, se è lui il proprietario dell’immobile”. Lo dice a Sky.it Daniele Barbieri , segretario nazionale del Sunia, il sindacato degli inquilini ed assegnatari.

Su Repubblica : "Mi sentivo spiato" - La ricostruzione di Tremonti affidata alla lettera al Corriere si conclude così, ma sulle pagine di Repubblica , in un colloquio con il vice direttore Massimo Giannini, il ministro dell’Economia svela anche il “movente” che l’avrebbe spinto ad accettare la proposta di Milanese: “La verità è che, da un certo momento in poi, in albergo o in caserma non ero più tranquillo. Mi sentivo spiato, controllato, in qualche caso persino pedinato…”. Da chi? Questo Tremonti non lo dice, almeno in questa occasione. Ma a molti è tornata in mente la frase attribuita dal quotidiano di centrodestra Libero al ministro dell’Economia rivolta al premier Berlusconi: “Mi hai fatto spiare” .

Il caso Milanese e la casa di Tremonti - Al centro della questione c'è il caso del deputato Pdl ed ex consigliere del ministro Tremonti, Marco Milanese, coinvolto nell'inchiesta P4.
Secondo l'accusa Milanese avrebbe pagato al Pio Sodalizio dei Piceni l'affitto, pari ad 8mila euro al mese, di un appartamento in via Campo Marzio, utilizzato invece dal ministro Tremonti. Notizia questa smentita dallo stesso Milanese , che nella memoria difensiva depositata alla Camera, ha affermato di aver provveduto direttamente al pagamento del canone mensile di 8.500 euro ricevendo 4 mila euro mensili dal ministro Tremonti, il quale gli consegnava settimanalmente mille euro in contanti.

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