Tremonti: "Mi sono dimesso... da inquilino"

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Il ministro scherza così sulle voci di un suo possibile passo indietro. Intanto, sulla richiesta di arresto di Marco Milanese la Camera deciderà a settembre. La Giunta dice sì alla richiesta dei pm di acquisire tabulati telefonici e cassette di sicurezza

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla P4)

"Mi sono dimesso.. da inquilino", ha dichiarato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aprendo la conferenza stampa della Cassa depositi e prestiti sul fondo per gli investimenti strategici. Scherza così, dunque, sulle voci di sue dimissioni circolate sui quotidiani giovedì 28 luglio. (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA).
I rumors sul futuro del titolare del Tesoro sono stati smentiti anche dal ministro delle Politiche agricole Saverio Romano al termine del Consiglio dei ministri.
Tremonti, replicando poi a un articolo di Sergio Romano pubblicato sul Corriere della Sera dal titolo "Quel che Tremonti non ha detto" ha inoltre precisato che la sua pronta risposta arriverà venerdì 29 luglio. L'ex ambasciatore chiede infatti al ministro di "rompere la spirale dei sospetti e parlare con franchezza ai suoi connazionali". E aggiunge: "Non deve permettere che questa infelice vicenda diventi l'ennesimo scandalo della vita pubblica nazionale e contribuisca ad accrescere la sfiducia del Paese per la sua classe politica.

Il caso Milanese e la casa di Tremonti - Al centro della questione c'è il caso del deputato Pdl ed ex consigliere del ministro Tremonti, Marco Milanese, coinvolto nell'inchiesta P4.
Secondo l'accusa Milanese avrebbe pagato al Pio Sodalizio dei Piceni l'affitto, pari ad 8mila euro al mese, di un appartamento in via Campo Marzio, utilizzato invece dal ministro Tremonti. Notizia questa smentita dallo stesso Milanese, che nella memoria difensiva depositata alla Camera, ha affermato di aver provveduto direttamente al pagamento del canone mensile di 8.500 euro ricevendo 4 mila euro mensili dal ministro Tremonti, il quale gli consegnava settimanalmente mille euro in contanti.

Un imprenditore accusa Tremonti - Si aggiunge però un altro capitolo a questa vicenda. Secondo Corriere della Sera e Repubblica che anticipano novità sulla cosiddetta inchiesta P4, l'affitto della casa abitata fino a poco tempo fa da Giulio Tremonti, sarebbe stato pagato non dal parlamentare Pdl Marco Milanese ma da un imprenditore, Angelo Proietti, che in cambio avrebbe ricevuto subappalti in Enav.

Le accuse -
Secondo i due quotidiani le rivelazioni che coinvolgono il ministro dell’Economia (che non risulta indagato) sarebbero state messe a verbale da Tommaso Di Lernia, imprenditore edile in carcere con l'accusa di aver pagato il leasing della barca di Milanese con un sovrapprezzo di oltre 200 mila euro in cambio di "commesse" dell'Enav. Di Lernia è stato interrogato l'11 luglio dal gip Anna Maria Fattori per il suo interrogatorio di garanzia.

Dai verbali anticipati da Repubblica e Corriere emergono altri particolari che coinvolgono il ministro dell’Economia. Tremonti sarebbe stato ricattato da Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica, perché fosse costretto a riconfermare Pierfrancesco Guarguaglini al vertice della holding. La pressione decisiva – secondo quanto scrivono Carlo Bonini e Maria Elena Vincenzi sul quotidiano romano - sarebbe stato il "dossier" che Cola avrebbe avuto sulla compravendita della barca di Milanese, sull'affitto della casa, e "sulle sue altre porcate”. C’è un’ultima rivelazione emersa dall’interrogatorio: Di Lernia avrebbe chiesto a Marco Milanese una pressione sull'Agenzia delle Entrate perché ammorbidisse la verifica sulla sua società "Print Sistem”.

Milanese, decisione sull'arresto entro il 16 settembre - Intanto, la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso a maggioranza, con il voto contrario di Pd e Idv, di rinviare a dopo la pausa estiva la richiesta del gip di Napoli di autorizzare la custodia cautelare in carcere per il deputato del Pdl Marco Milanese, mentre ha dato parere favorevole, questa volta all'unanimità, alla richiesta dei pm di utilizzare i tabulati telefonici che lo riguardano e di aprire le sue cassette di sicurezza.

Paniz: "Milanese dovrebbe dimettersi" - Secondo me Marco Milanese dovrebbe dimettersi da parlamentare a fronte dei rilievi che sono fatti". A dirlo è il deputato del Pdl Maurizio Paniz su LA7. "Dovrebbe dimettetrsi - prosegue Paniz, membro della Giunta per le autorizzazioni - sempre che non denunci per calunnia coloro che l'hanno accusato. Diverso - conlcude - è il tema della misura cautelare che viene richiesta sulla quale vanno fatte delle valutazioni". 

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