Roma, polemica sul vademecum anti stupro

Vademecum per la sicurezza. Credits foto: Omniares Communication
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Dal mese di luglio nelle metropolitane della Capitale viene distribuito un manuale per "aiutare le donne a sentisi più sicure, evitando nel quotidiano rischi e pericoli". Tra i consigli: "Non indossare vestiti appariscenti". E scoppia la bufera

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"Aiutare le donne a sentrisi più sicure, evitando nel quotidiano rischi e pericoli". Questo lo scopo del progetto del Comune di Roma che, in collaborazione con Omniares Communication ha realizzato un "Vademecum per la sicurezza delle donne". Ventiquattro pagine distruibite gratuitamente nelle stazioni e contenenti regole e suggerimenti per tutte, perché "la sicurezza è un lusso che tutte le donne vogliono permettersi" si legge nel sottotitolo del documento.
Un aiuto prezioso, spiegano i promotori, "per chi viaggia in treno da sola, torna a casa tardi la sera, vive in periferia o in quartieri particolarmente a rischio, per chi subisce violenza psicologica a casa o al lavoro o per chi semplicemente parcheggia l’auto di notte da sola sotto casa. Nel vademecum sono contenuti anche tutti i numeri utili da salvare sul proprio cellulare e le informazioni utili su Petra, il dispositivo per la sicurezza personale sperimentato a Roma dimostratosi utilissimo per chiunque voglia sentirsi più sicuro".

Ma in rete è subito polemica.
Questo documento "ripropone l’immagine di donne deboli e da proteggere, a cui si consiglia di non vestire in modo vistoso, di dotarsi di un dispositivo di allarme (con annessa promozione commerciale), di non girare da sole di sera - denuncia il sito Riprendiamoci la politica. - Questi suggerimenti non valgono anche per la violenza omofoba che ha segnato la nostra città e rimuovono la violenza che si verifica ad opera di mariti, fidanzati, datori di lavoro, colleghi, insegnanti".
Sono in tanti, infatti, a puntare il dito contro quello che è già stato ribattezzato il Vademecum per la (in)sicurezza delle donne, ovvero un progetto che non è altro che "istigazione alla paura, consigli retrò e un aggeggio elettronico da 300 euro da portare sempre con sé". Questo è quanto sostiene il settimanale Noidonne.org, che sul suo sito Internet pubblica un duro attacco all'iniziativa del Comune di Roma.
"Le donne non possono vestirsi liberamente, ma gli uomini violentano anche le donne in jeans, velate, vestite normalmente, ecc.. Nel vademecum c’è scritto qualcosa a riguardo?" si chiede la redazione on line. E ancora: "Violenza domestica: cosa suggerisce il vademecum in caso lo stalker o l’aggressore sia il marito, il fidanzato, un amico o un parente? Nulla. In tal caso la porta di casa la possiamo chiudere restando fuori noi e lasciando dentro loro?".
Anche il sito Internet Se non ora quando, che nei mesi scorsi è riuscito a portare le donne in piazza dando vita a un nuovo movimento politico, riporta la notizia del Vademecum.
"Forse un confronto con le donne che da sempre sono in prima linea nella lotta in difesa delle donne avrebbe aiutato. - commenta un utente del sito - E’ l’impostazione paternalistica che, personalmente, non mi è piaciuta non certo la ricerca della sicurezza. E’ a questa impostazione che qualcuna ha ceduto, come se le donne non diventassero mai maggiorenni, come se avessero sempre bisogno del loro papà a tenerle per mano. In questo caso, è stata la “mamma” che ha dovuto proteggere ma siamo sempre lì: non si diventa mai maggiorenni, è sempre colpa nostra che portiamo vestiti attillati, gonne troppo corte, che la cerchiamo noi, ecc. ecc".

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