Dossier Lega, l'accusa: "Servivano per favorire Bossi jr"

1' di lettura

La Procura di Brescia ha aperto un'indagine sull'assessore regionale della Lombardia, Monica Rizzi, per un'ipotizzata attività di dossieraggio. Potrebbe aver agito anche per far eleggere il figlio del Senatur

L'assessore regionale allo Sport e Giovani della Lombardia, Monica Rizzi (Lega), è indagata a Brescia, insieme ad altre persone, fra cui il maresciallo delle Fiamme Gialle Francesco Cerniglia, con l'accusa di trattamento illecito di dati protetti. L'esponente leghista, tra l'altro, ha seguito la campagna elettorale di Renzo Bossi alle scorse elezioni regionali.
L'inchiesta, coordinata dal pm Fabio Salamone, vuole soprattutto appurare se Cerniglia abbia sfruttato il suo ruolo per entrare abusivamente in banche dati.

Lo scorso aprile, un ex collaboratore dell'assessore, Marco Marsili, e il giornalista Leonardo Piccini hanno presentato su questo una denuncia in Procura contro Rizzi sui dossier. Dossier, ha spiegato Marsili, che sarebbero serviti poi per colpire 'nemici' fuori e dentro la Lega Nord assicurando anche il miglior risultato elettorale possibile alle scorse regionali a Bossi jr, che è stato eletto con quasi 13 mila preferenze. "Noi - ha detto Marsili - siamo stati sentiti dalla Guardia di Finanza".

Della vicenda, hanno scritto i giornali in passato, sarebbe coinvolta anche Adriana Sossi, sensitiva autrice del libro 'La mia vita con gli spiriti' indicata come titolare dell'agenzia investigativa Cagliostro.
Il 26 luglio mattina agenti in borghese delle Fiamme Gialle hanno fatto una perquisizione nella casa e nell'ufficio dell' assessore. E il suo avvocato, Alessandro Diddo, ha spiegato che l'obiettivo era "ricercare tracce" di questo dossieraggio. E ha aggiunto che l'assessore non si dimetterà "consapevole di non aver nulla da temere".

L'inchiesta "è un atto dovuto - ha aggiunto l'assessore -, in quanto c'è stato un esposto ad aprile alla Procura di Brescia ed è stata avviata un'indagine: sono serena e, anzi, contenta che siano venuti a controllare se c'erano carte collegate a dossieraggi, non hanno trovato nulla". "In Lega - ha aggiunto - non funziona il metodo dei dossier, ci si candida in altri modi e si viene esclusi per altre ragioni".
L' assessore ha incassato la solidarietà del presidente della Regione, Roberto Formigoni, ed ora aspetta di essere sentita dal pm. Comunque vada a finire, si tratta di nuove polemiche dopo quelle sulla sua laurea in psicologia presa in Svizzera per cui e' stata anche inseguita dalle Iene.

Leggi tutto