Meredith, i periti: sul coltello non c'è traccia di sangue

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Gli esperti incaricati dalla corte d'Assise d'Appello hanno illustrato in Aula i risultati delle loro analisi smontando il lavoro della scientifica. "Il gancetto del reggiseno della vittima è stato raccolto con un guanto sporco", hanno sottolineato

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L'immagine del gancetto del reggiseno indossato da Meredith Kercher quando venne uccisa toccato dalla polizia scientifica con un guanto "sporco", il professor Stefano Conti la mostra alla Corte d'Assise d'appello di Perugia chiedendo di fare attenzione. Lo fa dopo avere parlato delle procedure internazionali per l'esame della scena del crimine e avere spiegato, insieme alla collega Carla Vecchiotti, che sul coltello indicato come l'arma del delitto ci sono tracce di amido ma non di sangue. Per i due periti della Corte di Perugia gli accertamenti genetici che hanno inchiodato Raffaele Sollecito e Amanda Knox (condannati in primo grado rispettivamente a 25 e 26 anni di reclusione) non sono attendibili.

Dopo avere depositato il 29 giugno la perizia, i due esperti l'hanno illustrata in aula e sabato 30 torneranno per rispondere alle domande delle parti. Comprese quelle dei pm e della loro consulente, la dirigente della scientifica Patrizia Stefanoni che li ha ascoltati, verificando di tanto in tanto sul suo pc grafici e verbali. Nessun commento lasciando l'aula dove tra il pubblico c'era oggi anche l'ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano. "Curiosità culturale" si è limitato a dire, evitando qualsiasi considerazione.

I periti, che non hanno potuto ripetere le analisi sulle tracce genetiche, hanno spiegato perché a loro avviso nelle indagini scientifiche sul delitto di via della Pergola non sono state seguite le procedure internazionali (citando come parametro quelle negli Usa o dell'Interpol). Hanno sottolineato di avere passato in rassegna "fotogramma per fotogramma" il filmato della repertazione del gancetto, 46 giorni dopo che era stato individuato, evidenziando l'uso un guanto "sporco". Hanno sostenuto che non sono state utilizzate correttamente mascherine e pinzette, così come guanti monouso e calzari. Secondo il professor Conti "si vede una persona in jeans sulla scena del crimine e l'operatore video che entra nella casa" dove "non erano state allestite zone di protezione interne ed esterne". "C'è anche - ha proseguito - una persona con il cappotto nella stanza della Kercher che tocca il piumone sotto al quale è stata trovata".

Ma anche per le analisi di laboratorio secondo i periti della Corte non sono state seguite le procedure previste, come la decontaminazione ambientale. Oltre a questo per Conti e Vecchiotti ci sono errori di interpretazione delle tracce. Quella della Kercher sul coltello era a un Low copy number e quindi la sua attribuzione non è certa, mentre per il cromosoma Y sul gancetto riconducibile per la scientifica a Sollecito vi è stata una "erronea" valutazione del tracciato elettroforetico e comunque sul reperto sono presenti le tracce genetiche di altri uomini. Per entrambi i reperti, soprattutto, non si può escludere - secondo i periti - la contaminazione.

"Una perizia che sgretola l'unico elemento che collocava Sollecito sulla scena del delitto; il crollo della prova regina" il commento del suo difensore Giulia Bongiorno. "Periti che a mio avviso non hanno lavorato in modo assolutamente super partes" la replica dell'avvocato Francesco Maresca, parte civile per i Kercher che ha quindi spiegato come la famiglia sia "molto preoccupata". "Ha letto e sente - ha aggiunto - questa leggera, ma forse nemmeno troppo, atmosfera secondo la quale sembra che finora si sia giocato e non ci sia stato un lavoro serio e ben sviluppato da parte della polizia scientifica". Per l'avvocato Maresca "bisogna invece confermare la sentenza di primo grado che ha dato un giudizio di responsabilità dei due imputati".

"Per noi è una buona giornata - il commento di Edda Mellas, la madre della Knox - ma combatteremo ancora finché Amanda non uscirà dal carcere".

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