Penati: "Mi autosospendo dal consiglio regionale lombardo"

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In una lettera al governatore Formigoni e al presidente Boni l'esponente Pd, indagato per corruzione, rinuncia alla vicepresidenza pur sottolineando la sua estraneità ai fatti. Il sindaco di Sesto San Giovanni a SkyTG24: "Fiducia nella magistratura"

L'ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, indagato per corruzione e concussione nella gestione dell'area Falck, si autosospende dal ruolo di vicepresidente del Consiglio regionale.
"In merito anche alle notizie apparse sulla stampa voglio precisare che non ho mai chiesto e ricevuto denaro da imprenditori - scrive Penati - Voglio altresì ribadire la mia assoluta fiducia nell'operato della magistratura". Nell'anunciare la decisione di autosospendersi Penati si dice anche certo "che tutto verrà completamente chiarito a breve".

Il sindaco Oldrini: "Fiducia nella magistratura" - "C'è un'inchiesta e credo che la magistratura abbia il diritto e il dovere di farla e di farla bene. Noi abbiamo fiducia". Commenta così il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, la notizia dell'inchiesta aperta nei confronti del vicepresidente del consiglio regionale lombardo Filippo Penati e dell'attuale assessore al Bilancio del comune di Sesto, Pasqualino Di Leva. "Abbiamo appreso con grande dolore che sono in corso due inchieste che riguardano la nostra città" aveva dichiarato a caldo mercoledì 20.
E ora, ai microfoni di SkyTG24 ribadisce la sua fiducia nelle indagini e plaude alla scelta fatta dall'assessore comunale, Pasqualino Di Leva, dimessosi in relazione all`indagine in corso della Procura di Monza sui terreni dell'ex Area Falck. "Una scelta che abbiamo apprezzato molto - dice Oldrini - Una scelta fatta per difendersi meglio, perché lui sostiene, e noi ne siamo convinti, che non abbia nulla di cui rimproverarsi".

L'inchiesta -
E' stata la denuncia dell'ex proprietario delle aree Falck e Marelli di Sesto San Giovanni a dare il via all'inchiesta che coinvolge oltre a Filippo Penati, vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia in quota al centrosinistra, ed ex sindaco del Comune battezzato la Stalingrado d'Italia, anche il suo l'ex capo di gabinetto in Provincia (di cui penati è stato presidente) Giordano Vimercati, l'assessore con delega ai rapporti con aziende e società della giunta sestese Pasqualino Di Leva (Pd), un funzionario dell'ufficio tecnico comunale, due architetti legati alle coop, il titolare della Caronte Piero Di Caterina. Le ipotesi di reato sono corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti dal novembre 2001 fino a dicembre 2010. "Sono tranquillo tutto si chiarirà", dice inatnto Penati (Pd). L'accusa parla di 4 miliardi di lire di tangenti pagate tra il 2001 e il 2002 per agevolare il rilascio di concessioni.

Formigoni: "Vale la presunzione di innocenza" - Anche il presidente della Regione Roberto Formigoni è intervenuto per augurare a Penati di poter "rapidamente dimostrare l'estraneità ai fatti che gli vengono addebitati". E ha aggiunto: "In questo momento sta parlando l'accusa, verrà il momento - ha aggiunto il governatore - in cui parlerà la difesa e poi un giudice terzo stabilirà la colpevolezza o meno degli indagati. Fino a quel momento vale la presunzione di innocenza".

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