Salvatore Parolisi sceglie di non rispondere al gip

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L'uomo, arrestato per omicidio pluriaggravato e vilipendio del cadavere della moglie Melania Rea, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Il movente della relazione extraconiugale con la soldatessa Ludovica è fragile" sostengono i difensori

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Salvatore Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il caporalmaggiore, in carcere da martedì 19 luglio per l'omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea compiuto il 18 aprile, ha scelto di non rispondere ai magistrati di Ascoli Piceno.

"La procedura impone che il fascicolo migri a Teramo e davanti al giudice naturale competente inizierà a difendersi". Lo hanno spiegato gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, difensori del caporalmaggiore dell'Esercito. Se il gip abruzzese confermerà l'ordinanza "a quel punto - ha annunciato Biscotti - ci rivolgeremo al Riesame per chiedere la revoca della misura della custodia cautelare in carcere". Quindi "la strategia difensiva è di arrivare all'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare del Gip, che appare troppo adagiata sulle argomentazioni della pubblica accusa". "Ci sono ampi margini per la difesa, che ci lasciano ben sperare" aggiungono i legali.

Il movente è fragile -
Il movente della relazione extraconiugale con la soldatessa Ludovica è "fragile, così come viene prospettato nell' ordinanza del gip, che peraltro ha letto questa vicenda in modo romanzato". "Stiamo lavorando ad ipotesi alternative - ha detto Gentile - ad esempio il dna trovato sotto l'unghia dell'anulare sinistro di Melania per noi ha un valore straordinario, è una traccia da cui partire".

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