Ritorno a Genova, dieci anni dopo il G8

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Il 20 luglio 2001 moriva in piazza Alimonda Carlo Giuliani. Erano i giorni della riunione dei grandi della Terra, degli scontri tra la polizia e il corteo. Poi l'irruzione nella scuola Diaz e le percosse ai manifestanti nella caserma Bolzaneto

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Luglio 2001, l'anti G8 inizia in una Genova, divenuta sede della riunione degli Otto Grandi della terra, che è più bella di sempre, ironica con le mutande stese al vento, la risposta al 'decoro' che voleva il premier Silvio Berlusconi. Si balla: in 20 mila fanno festa con Manu Chao. Poche ore ancora e Genova assomiglierà all'inferno. ( GUARDA LE FOTO )
Il 19 luglio sfila, pacificamente, il primo corteo degli anti global e dei migranti: 50 mila persone, una festa. Ma il 20 luglio tutto cambia.
E' venerdì: Berlusconi riceve a Palazzo Ducale i leader del G8. In contemporanea iniziano gli incidenti. L'Italia comincerà da qui a conoscere gli Schwarzer Block, un movimento anarchico nato in Germania agli inizi degli anni '80 poi duplicato in Usa e Europa con il nome di Black bloc . A Genova si muovono ai margini del movimento pacifista con l'unico obbiettivo di creare disordini. Non sono moltissimi, ma riescono nell'intento. Dentro la cittadella blindata i Grandi parlano di economia mentre fuori è il caos. La tensione è alta, la situazione fuori controllo. La polizia carica con durezza. In periferia i black bloc sfasciano tutto quello che trovano, assaltano il carcere di Marassi.
Intanto, in via Tolemaide, carabinieri e polizia attaccano il fronte del corteo. I ragazzi rispondono lanciando sassi e facendo piccole barricate con i bidoni per la raccolta differenziata.
Tra loro c'é Carlo Giuliani.
Ha una canottiera bianca, un rotolo di scotch da pacchi al braccio. Sul fianco della strada si apre piazza Alimonda. Un drappello di una ventina di carabinieri appoggiato da 2 jeep si posiziona in una di queste due stradine. Partono i lacrimogeni. I manifestanti reagiscono. I militari indietreggiano verso via Caffa, attraverso piazza Alimonda. Un gruppo di manifestanti li insegue. Un defender si ferma contro un cassonetto di rifiuti mezzo vuoto. Alcuni manifestanti lo raggiungono. In questo momento attorno alla jeep ci sono 4 fotografi e 5 manifestanti. Carlo Giuliani solleva un estintore sopra la testa. Sono le 17.27 quando parte il primo sparo.
Carlo Giuliani cade a terra in avanti, trascinato dall'estintore che sta lanciando, e rotola sul fianco verso la jeep che parte e passa due volte sul suo corpo. Carlo Giuliani, 23 anni, figlio di un ex sindacalista Cgil è stato colpito da un colpo di pistola, una Beretta in uso al carabiniere Mario Placanica che si trovava dentro la jeep.
Il processo a carico di Placanica si è concluso il 5 maggio del 2003 con l'accoglimento del gip della richiesta di archiviazione formulata del pubblico ministero per legittima difesa e uso legittimo delle armi. Una sentenza questa che ha fatto molto discutere; la Corte europea nel marzo 2001 ha poi assolto pienamente l'Italia sul caso Giuliani.

La morte di Carlo in piazza Alimonda il 20 luglio 2001, segna l'inizio della fine dei gravi fatti di Genova. Il 21 torna la guerriglia. Nella notte la polizia fa irruzione nella scuola Diaz dove dormono alcuni manifestanti. Il blitz trasforma la scuola in una 'macelleria messicana'. Un massacro, un pestaggio indiscriminato. Molti ragazzi sottoposti a fermo saranno portati alla caserma di Bolzaneto , dove è istituito un centro di prima detenzione e dove si verificheranno episodi di vera e propria tortura psicologica e fisica.

Ascolta le parole di Giuliano Giuliani, padre di Carlo

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