L'ultimo saluto dell'Italia a Roberto Marchini

1' di lettura

A Roma i funerali del primo caporal maggiore ucciso martedì 12 nell'esplosione di un ordigno in Afghanistan. "Aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai più deboli", ha detto monsignor Vincenzo Pelvi durante l'omelia. VIDEO

SPECIALE AFGHANISTAN
SFOGLIA L'ALBUM FOTOGRAFICO

Guarda anche:

Afghanistan, 24 ore nella base degli italiani "prigionieri"
La 40esima vittima italiana: FOTO

(in fondo al pezzo tutti i video dall'Afghanistan)

A nove giorni dai funerali del caporalmaggiore Gaetano Tuccillo, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, è tornata oggi a gremirsi per l'ultimo saluto ad un altro soldato ucciso in Afghanistan, il quarantesimo: il primo caporal maggiore Roberto Marchini (GUARDA LE FOTO), geniere-paracadutista dell'ottavo reggimento Folgore di Legnago, che tra una settimana avrebbe compiuto 29 anni. Martedì 12 è morto, dilaniato dall'esplosione di un ordigno nel distretto di Bakwa.

La salma era giunta nella mattina di giovedì 14 all'aeroporto di Ciampino (GUARDA IL VIDEO). Ad accoglierla - con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - una famiglia distrutta dal dolore, ma forte e composta: il papà Francesco, la mamma Pina, la sorella Elisa. Dopo l'autopsia, disposta dalla procura, e la camera ardente, alle 18 i funerali solenni.

In chiesa (assente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in missione a Zagabria) le massime cariche dello Stato: i presidenti del Senato e della Camera, Schifani e Fini, quello della Corte Costituzionale Quaranta, il ministro della Difesa La Russa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. E poi altri esponenti del Governo e del mondo politico: da Casini a D'Alema, da Chiti a Brunetta, a Polverini, Alemanno, oltre ai vertici delle Forze armate e di polizia.

Monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare, durante l'omelia ha ricordato Marchini "con il sorriso e la simpatia di amico e fratello". Roberto, ha detto mons. Pelvi, "desiderava seminare nel mondo un po' più di amore, prendeva perciò sempre posizione a favore di chi era oppresso, costretto a vivere nell'ingiustizia".

L'arcivescovo ha ricordato che il ragazzo "aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai più deboli, a coloro che non hanno nessun valore agli occhi del mondo". L'ordinario ha poi lanciato un messaggio di fiducia ai presenti: "L'Italia - ha detto - continua a fare la sua parte per promuovere stabilità, disarmo, sviluppo e sostenere ovunque la causa dei diritti umani". "Non possiamo praticare una politica basata sull'interesse a breve termine - ha raccomandato - solo una motivazione di carattere etico, cioè la consapevolezza di appartenere all'umanità in quanto tale può consolidare l'interesse a lungo termine dell'umanità".

Per la mamma Pina, infine, l'arcivescovo ha invocato "semi di bene, anche tra le macerie della guerra". Al termine dei funerali, la bara del caporalmaggiore è stata condotta fuori dalla chiesa da sei commilitoni: Roberto, al quale è stato dedicata una pagina su Facebook che in poche ore ha raggiunto migliaia di adesioni, è stato salutato da un forte applauso di una piazza commossa.

La salma è quindi partita alla volta di Caprarola, il comune in provincia di Viterbo di dove il militare era originario. Qui, venerdì pomeriggio, nella chiesa della Madonna della Consolazione, i funerali in forma privata.

Leggi tutto