Genova 2001-2011, una lunga stagione di processi

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È stato, quello contro i manifestanti del G8, il primo procedimento aperto dal tribunale ligure. A seguire i due sulle violenze degli agenti alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto. Archiviato invece quello al carabiniere che uccise Carlo Giuliani

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Sette processi, un centinaio di imputati condannati, tra cui i vertici della polizia nazionale e locale, oltre 300 udienze, 170 anni di reclusione comminati, otto pubblici ministeri impegnati, circa 120 avvocati per le difese e per le parti civili. Questi i dati processuali prodotti dopo i fatti del luglio 2001 a Genova. Cinque sono i processi più importanti: tre quelli collettivi, per le violenze alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto, che vedono imputati poliziotti e carabinieri, e quello contro i manifestanti del G8; e due quelli a carico di imputati eccellenti, l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola. C’è anche un procedimento a carico di Mario Placanica, il carabiniere allora ventunenne accusato di aver ucciso Carlo Giuliani in Piazza Alimonda, che si ferma nella fase dell'udienza preliminare. Il 5 maggio 2003 il Gup Elena Daloiso accoglie la richiesta del pubblico ministero e archivia la posizione del carabiniere che secondo il giudice ha agito per legittima difesa.

Processo contro i manifestanti - Il primo processo a venir incardinato davanti alla terza sezione penale del tribunale di Genova è quello a carico di 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio in via Tolemaide. Il 14 dicembre 2007 il tribunale pronunzia 24 condanne per un totale di circa 110 anni di reclusione. A ottobre 2009, 15 di loro sono prosciolti in appello.

Processo Bolzaneto - Il 14 luglio 2008 si chiude il processo per le violenze nella caserma di Bolzaneto con 15 condanne tra i 5 mesi e i 5 anni, per un totale di circa 24 anni, e trenta assoluzioni. I Pm avevano chiesto la condanna di tutti e 54 gli imputati. In base alla sentenza, i condannati e i Ministeri dell'Interno e della Giustizia dovrebbero pagare anche circa 4 milioni di euro tra risarcimenti alle parti civili e spese legali che ammontano a circa 2,5 milioni di euro. Il 5 marzo 2010 la corte d'Appello, dopo oltre 10 ore di camera di consiglio, riforma parzialmente la sentenza: conferma per 4 imputati la pena in primo grado e dichiara il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per altri 28 imputati, tra i quali Alessandro Perugini, ex vicecapo della Digos ai tempi del G8. La Corte d'Appello ha comunque dichiarato responsabili tutti gli imputati per il profilo civilistico e li ha condannati in solido al risarcimento del danno con i rispettivi ministeri.

Processo Diaz - Il 13 dicembre 2008 il tribunale pronunzia le condanne per i fatti della scuola Diaz: sono tredici, per un totale di 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dal Pm, mentre le assoluzioni sono sedici. Le condanne, di varia entità, hanno riguardato solo funzionari che ricoprivano all'epoca dei fatti cariche di minore rilievo all'interno della polizia. Il processo di appello si conclude il 18 maggio 2010 e ribalta in parte le sentenze di primo grado, condannando 25 imputati su 27, tra cui i vertici della catena di comando delle forze dell'ordine a Genova. Complessivamente sono inflitti 98 anni di carcere.

Processi De Gennaro e Mortola - Il 29 giugno 2009 comincia davanti al giudice per l'udienza preliminare il processo con rito abbreviato all'ex capo della polizia, oggi coordinatore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, Gianni De Gennaro e all'ex dirigente della Digos di Genova, Spartaco Mortola, accusati di avere istigato l'ex questore della città Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza durante il processo per l'irruzione della polizia nella scuola Diaz. L'ex questore Colucci, invece, ha scelto di essere processato con rito ordinario, per l'accusa di falsa testimonianza. L'ex capo della Polizia è stato assolto, così come Mortola. In appello, il 17 giugno 2010 De Gennaro è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione per induzione alla falsa testimonianza. La corte d'appello condanna anche Spartaco Mortola, attuale vice questore vicario di Torino, a 1 anno e 2 mesi. A entrambi sono stati concessi i benefici di legge, in attesa della Cassazione.

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