Stop, capitalismo, lotta, Carlo. Le parole del G8 di Genova

G8 genova 2001 - copertina del libro G8 Graffiti, a cura di Carlo Romano
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A dieci anni di distanza, il libro "G8 Graffiti" pubblica una raccolta delle scritte comparse sui muri della città durante il Summit dei grandi della Terra. Violenti e triviali, giocosi e liberi, ecco gli slogan che raccontano quei giorni

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di Pamela Foti

"C'era una volta la libertà"; "Disarm authority, arm your desideres"; "Acab" (acronimo di" all cops are bastards"); "Il domani appartiene a noi"; "Fight Berlusconi"; "Fuoco alle banche"; "Genovesi, questa rivolta è gratis"; "Il G8 è criminalità organizzata"; "Loro sono i violenti"; "Noi con le mani, voi con le pistole"; "Reclaim your life/riprenditi la tua vita"."Polizia vile e assassina"; "Violenza proletaria".
Centinaia e centinaia di slogan hanno invaso le strade e le piazze di Genova durante il G8 del 2001. Messaggi di pace, di violenza, di ribellione, di denuncia, che oggi, a 10 anni di distanza dal summit dei Grandi della Terra, la Fondazione De Ferrari, soggetto no profit nato nel 2001 per iniziativa dell’editore Gianfranco De Ferrari e della moglie Maria Grazia, fa rivivere nel libro G8 Graffiti a cura del saggista Carlo Romano, collana Via Del Campo.
Poco più di 80 pagine per raccontare gli umori, le speranze, le tensioni e la rabbia attraverso gli slogan scritti con le bombolette spray su cassonetti dell’immondizia, sportelli delle aziende elettriche e del gas, manifesti, panchine e semafori, oltre che sui muri del capoluogo ligure.

Il lavoro nasce dall’opera di Riccardo Navone, esperto e appassionato di cinema e fotografia, che ha affidato alla Fondazione De Ferrari la catalogazione di foto e testimonianze dirette dei messaggi lasciati dai manifestanti. “Gli inglesi sono apparsi come i più fantasiosi e i meno violenti – racconta - mentre gli italiani come i più barbosi e i più truci”.
Quali sono dunque le parole e gli slogan più usati sui muri di Genova nel luglio 2001? Per cercare di dare una risposta, suggestiva anche se non scientifica, abbiamo utilizzato il sistema delle "tag cloud" (grazie al sito Wordle), in grado di elaborare una rappresentazione grafica in cui le parole si dispongono con una dimensione diversa a seconda di quante volte vengono utilizzate nel testo.
Ed ecco che su tutte emerge proprio G8. In quei giorni infatti tutto parlava del summit dei grandi della Terra. E poi Genova; No; Assassini; Stato; Merda; Stop; Fight; Capitalism; Stop; Distruggi. (GUARDA LA GALLERY)
Il libro a cura di Carlo Romano propone però anche le scritte e i graffiti lasciati sui muri della città rispettivamente 6 mesi e 1 anno dopo il G8, durante le manifestazioni per la ricorrenza della morte di Carlo Giuliani. In questo caso, il quadro che ne esce è completamente diverso. Il soggetto non è più il G8, ma il giovane 23enne ucciso il 20 luglio 2001 durante gli scontri in piazza Alimonda. Il suo nome risuona ovunque. Ciao Carlo e Carlo vive sono i messaggi che ricorrono più spesso.

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