Inchiesta G8: l'ex pm Achille Toro patteggia 8 mesi

L'ex pm romano Achille Toro
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Il magistrato era accusato (insieme al figlio Camillo, che ha patteggiato 6 mesi) di rivelazione di segreto d'ufficio in relazione agli appalti del vertice della Maddalena, poi spostato all'Aquila. Archiviate le accuse di corruzione e favoreggiamento

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L'ex pm romano Achille Toro e il figlio Camillo hanno patteggiato davanti al gup di Perugia rispettivamente 8 e 6 mesi di carcere, con sospensione della pena, per rivelazione di segreto d'ufficio in relazione agli appalti per il G8. Lo riferiscono fonti giudiziarie. La Procura perugina ha invece chiesto di archiviare i reati di favoreggiamento e corruzione per entrambi.

Secondo i magistrati, tramite il figlio l'ex pm romano informò la "cricca" sulle attività investigative in corso violando il segreto d'ufficio. Nell'ambito dello stesso procedimento, lo scorso 19 maggio aveva patteggiato 11 mesi di reclusione per favoreggiamento l'architetto Angelo Zampolini.

Lo scorso 5 maggio la Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per 19 persone - tra cui l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso - e 11 società nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8. Secondo i magistrati di Perugia, gli indagati costituivano un "sodalizio stabile che attraverso la messa a disposizione della funzione pubblica dei funzionari a favore dei privati imprenditori, tra cui principalmente Diego Anemone ed il gruppo di imprese a lui riconducibile, consentiva una gestione pilotata e contraria alle regole di imparzialità ed efficienza della pubblica amministrazione". "Di fatto - scrivono i magistrati - i pubblici funzionari, violando le regole inerenti la propria funzione, operavano a servizio del privato e consentivano che la gestione degli appalti avvenisse in maniera del tutto antieconomica per le casse pubbliche, a favore degli imprenditori".

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