P4, i pm: "Milanese pagava la casa a Tremonti"

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La replica del titolare dell'Economia: "Ero solo un ospite. Apprese queste notizie cambio subito sistemazione". L'ex consigliere del ministro è accusato di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere. GUARDA IL VIDEO

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Ordinanza di custodia cautelare in carcere per il deputato del Pdl, Marco Mario Milanese. Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Napoli Amalia Primavera, su richiesta del pm Vincenzo Piscitelli, è stato trasmesso giovedì 7 alla Camera che sarà chiamata a pronunciarsi sulla autorizzazione all'arresto.

Le accuse contestate all'ex ufficiale della Guardia di Finanza ed ex stretto collaboratore del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sono di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere. La misura cautelare è conseguenza dello sviluppo delle indagini su una serie di irregolarità in cui fu coinvolto nei mesi scorsi l'imprenditore Paolo Viscione, in relazione alle attività delle sue società, tra cui l'Arteinvest.

Milanese, "in concorso con ufficiali della Guardia di Finanza allo stato non identificati", avrebbe rivelato a Viscione (anch'egli indagato e ora diventato il 'grande accusatore') notizie riservate sulle indagini svolte dalla stessa Gdf sul suo conto e sulle sue società. Tutto ciò, violando i doveri d'ufficio inerenti, prima, la sua funzione di aiutante di campo del ministro dell'Economia e, poi, di consigliere politico dello stesso ministro Tremonti, al quale avrebbe pagato l'affitto dell'abitazione romana.

Nella serata di giovedì 7 è arrrivata la replica del ministro dell'Economia: "La mia unica abitazione è a Pavia - dice Tremonti in una nota -. Non ho mai avuto casa a Roma. Per le tre sere a settimana che normalmente - da più di quindici anni - trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee, prevalentemente in albergo e come ministro in caserma. Poi ho accettato l'offerta fattami dall'on. Milanese, per l'utilizzo temporaneo di parte dell'immobile nella sua piena disponibilità e utilizzo. Apprese oggi le notizie giudiziarie relative all'immobile, già da stasera per ovvi motivi di opportunità cambierò sistemazione".

Per gli inquirenti, Milanese in cambio delle notizie di interventi volti a "rallentare" le indagini ("ponendo in essere iniziative verso gli organi e gli appartenenti alla Gdf delegati all'investigazione") e della promessa, alla fine, di "sistemare positivamente ogni cosa", si sarebbe fatto consegnare da Viscione somme di denaro (secondo l'accusa almeno 450mila euro in contanti), ma anche orologi di valore, gioielli e auto di lusso come una Ferrari Scaglietti e una Bentley, oltre al pagamento di viaggi e soggiorni all'estero. Tra questi, un capodanno a New York, con la sua compagna Manuela Bravi, portavoce di Tremonti, all'Hotel Plaza dove avrebbero alloggiato anche "la Ferilli, De Sica e Cattaneo".

Gli agenti della Digos di Napoli hanno eseguito anche altre due ordinanze agli arresti domiciliari: destinatari il sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, e il commercialista Guido Marchese, anch'egli di Voghera, entrambi accusati di corruzione, in concorso con Milanese. Questi, nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell'Economia "e da quest'ultimo delegato alle iniziative di raccordo con la maggioranza parlamentare di governo finalizzate all'individuazione dei nominativi da segnalarsi nelle società controllate dallo stesso ministero", avrebbe prima promesso e poi assicurato l'attribuzione di nomine e incarichi vari in cambio di "somme di denaro e altre utilità in corso di preciso accertamento".

A questo riguardo l'attenzione degli investigatori è concentrata sulla vendita di alcuni immobili posseduti da Milanese in Francia ad alcune persone, tra cui proprio Marchese e Barbieri. "Le numerose incongruenze relative a tale compravendita - spiega la Procura - hanno consentito di ritenere che Milanese avesse favorito l'attribuzione di incarichi per Barbieri e Marchese in diverse società controllate dal ministero dell'Economia". In particolare la nomina di Marchese (che avrebbe corrisposto somme "non inferiori a centomila euro") a componente del collegio sindacale di Ansaldo Breda, Oto Melara, Ansaldo Energia, Sogin e Sace e di Barbieri a consigliere di amministrazione di Ferservizi spa, società controllata dalle Ferrovie dello Stato.

Gli investigatori intendono ora "accertare i collegamenti all'interno della Guardia di Finanza che hanno consentito a Milanese di accedere a notizie coperte dal segreto di indagine nonché per ricostruire l'origine delle disponibilità economiche di Milanese ed altri connessi episodi corruttivi".

L'iniziativa della magistratura napoletana giunge all'indomani dell'intervento davanti alla Giunta per le autorizzazioni a procedere di Alfonso Papa, altro parlamentare del Pdl per il quale gli inquirenti partenopei chiedono l'arresto. "La Procura di Napoli non guarda in faccia a nessuno. Carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, onorevoli o magistrati sono tutti uguali", ha detto il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore rispondendo alle domande dei cronisti a margine di una conferenza stampa indetta per illustrare i risultati di una operazione antidroga.

"Sono maturate contemporaneamente situazioni sulle quali indagavamo da tempo - ha aggiunto Lepore riferendosi alle richieste di arresto per Papa e Milanese - Non credo che la Procura sarà attaccata e resterà isolata, forse ci sarà una reazione. Saremo accusati di sollevare un polverone come è già stato fatto. Siamo qui pronti a replicare".

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