"Se non ora quando", atto secondo: a Siena

Una foto della manifestazione del 13 febbraio del movimento "Se non ora quando?"
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Le donne tornano in piazza, dopo la manifestazione del 13 febbraio che ha portato in strada oltre un milione di persone in difesa della dignità femminile e contro il premier. L'obiettivo? Trasformare l'Italia in un paese più rosa. I VIDEO

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di Chiara Ribichini

“Noi italiane siamo le più laureate del mondo. E troviamo meno lavoro degli uomini. Ma con lo stesso lavoro guadagniamo il 20% di meno. Ma facciamo il triplo della fatica: casa, ufficio, figli, genitori. E quando restiamo incinta ci chiedono di dimetterci: o bambini o lavoro (…) Per questo, perché l’Italia diventi un Paese per donne, il 9 e il 10 luglio molla tutto e vieni a Siena”. Lo avevano promesso. E così è. Il popolo rosa che il 13 febbraio scorso ha dato vita a una manifestazione nazionale da un milione di persone in difesa della dignità femminile come risposta allo scandalo del Rubygate, torna in piazza per una nuova mobilitazione. Una due giorni di incontri in cui si parlerà del futuro dell’Italia e del ruolo che il gentil sesso potrà avere, come spiega lo spot dell’iniziativa realizzato da Cristina Comencini, interpretato da Claudia Pandolfi e Valentina Lodovini (IL VIDEO).

Il movimento Se non ora quando, dunque, va avanti dimostrando che il 13 febbraio è stato solo l’inizio di un percorso che mira a far diventare l’Italia un Paese per donne . “Proseguiamo nell’organizzazione, consce che a Siena ci sarà un altro momento straordinario, consapevoli che ognuna di noi lascerà un segno della propria presenza” si legge sul sito. Dal 13 febbraio ad oggi i 120 comitati locali che compongono il movimento hanno dato vita a flash mob e altre iniziative. Come le sciarpe bianche con cui le donne hanno sfilato per le vie di Milano o i fiocchi rosa comparsi sui monumenti diverse città in occasione dell’8 marzo. Ma ora tutto è pronto per una nuova mobilitazione nazionale. E le premesse sembrano essere delle migliori. A causa dell'alto numero di adesioni, infatti, è stato cambiato il luogo dell'evento: da Santa Maria della Scala a piazza del Duomo, come ha annunciato il movimento su Internet.

Corpo, maternità, lavoro e rappresentazione. Sono questi i temi al centro del dibattito. I lavori si sono aperti con gli interventi di Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’ISTAT e di Tindara Addabbo, economista. “Per strade e radici diverse, a Siena, si incroceranno donne che vengono dal sindacato, dalla politica, dalla cultura, dall´arte, dalla società civile: da Susanna Camusso (Cgil), a Giulia Buongiorno, Flavia Perina (ex direttrice del Secolo d´Italia), Paola Concia (Pd), Lorella Zanardo (regista del documentario «Il corpo delle donne») Sabina Castelfranco (corrispondente Cbs), Cristina e Francesca Comencini, Teresa De Sio, Sofia Sabatino (Rete degli studenti), Souheir Katkhouda (dell´Associazione donne musulmane) e altre” annuncia il comitato Se non ora quando.

L’evento, che è aperto a tutti, anche agli uomini, può essere seguito anche sul web, con una diretta streaming radio e tv, tramite il blog di Se non ora quando, la pagina Facebook Se Non Ora Quando e l’account twitter @comitato13febbraio2011. E proprio dal web è partita la campagna di sensibilizzazione sui temi che discussi a Siena. Tanti e diversi video molto condivisi su Facebook in cui il Movimento rosa prova a immaginare come potrebbe essere un Paese per donne. Una sorta di mondo delle favole raccontato con ironia e sarcasmo, non senza una vena polemica.



In questo video una ragazza confessa al suo capo di essere incinta e riceve parole rassicuranti come: “Prenditi tutti i giorni che ti servono”.



In un’altra clip viene rappresentata invece una scena di vita quotidiana di una mamma con il passeggino alle prese con una scalinata. Ed ecco che nel Paeseperdonne tutti corrono ad aiutarla.



In questo filmato, invece, viene ritratto il mondo reale e non ideale del precariato. “Sono archeologa, ma per lo stato io non esisto”

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