Approvato il regolamento Agcom, soddisfazione bipartisan

Il comunicato stampa rilasciato dall'Agcom.
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Modificata la bozza di provvedimento sul diritto d'autore che aveva suscitato polemiche e mobilitazioni in rete. Moderatamente soddisfatte le parti in causa. Ma il dibattito continua con la consultazione pubblica

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di Gabriele De Palma

L'Agcom ha approvato lo schema di regolamento sul diritto d'autore che nei giorni scorsi aveva scatenato la protesta della rete. Rispetto alle linee guida il provvedimento sembrerebbe accogliere alcune delle modifiche chieste dal movimento di protesta. Il testo integrale dello schema di regolamento sarà pubblicato solo il 7 luglio, al momento la fonte più attendibile resta quindi il comunicato stampa diramato dall'Agcom. A partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevista non prima di una settimana, si aprirà il periodo di consultazione pubblica – 60 giorni – che vedrà coinvolti tutti gli stakeholder, industria dell'entertainment, autori, internet service provider e utenti.

Ecco le principali modifiche rispetto alle linee guida: 1) cade il divieto di accesso ai siti internet; 2) ammessa la possibilità di ricorrere a un giudice durante ogni fase della procedura; 3) la segnalazione alla magistratura del mancato rispetto delle leggi sul diritto d'autore per i siti con sede fuori i confini nazionali. Le richieste di chi si opponeva alla prima stesura del provvedimento sembrerebbero quindi, almeno in parte, accolte.

“Ci sono state modifiche enormi", ha dichiarato il presidente Agcom, Corrado Calabrò, a SkyTG24. Il rischio censura? "Non c'è e non c'era neanche prima. E' una manipolazione dell'informazione che non accetto. Qui si tratta solo di tutelare il diritto d'autore".  (guarda il video in alto).

Moderata soddisfazione esprime l'avvocato Fulvio Sarzana, uno dei principali promotori della protesta (che online è iniziata diversi mesi fa tramite sitononraggiungibile e offline si è concretizzata nella Notte della Rete) contro la prima stesura del regolamento: “Senz'altro c'è stato un ammorbidimento delle posizioni del Garante, che però potrebbe essere di facciata. Soprattutto per quanto riguarda i siti esteri Agcom sembra aver rinunciato al ruolo di inibitore dell'accesso, anche perché questo potere non lo aveva né di fatto né di diritto. La nostra vittoria è che ora si prevede il passaggio alla magistratura, cosa che nella prima bozza non c'era, evidentemente i nostri sforzi hanno dato dei frutti”.

Restano ancora dei punti che non piacciono alle associazioni che difendono i diritti degli utenti della rete: “Rimozione selettiva dei contenuti è stata confermata – racconta Sarzana a Sky.it – e nella nostra giurisdizione non c'era mai stata. C'è anche una sentenza della Cassazione sul caso Pirate Bay che ha ritenuto che la rimozione selettiva dei file sia da considerare potenzialmente incostituzionale. È comunque necessario mantenere alta la guardia e sorvegliare perché i cambiamenti non siano esclusivamente di facciata e che Agcom ora cerchi di ottenere per decreto legge governativo (senza passare dal Parlamento). E con questo obiettivo parteciperemo alla prossima consultazione pubblica”.

Anche l'industria dell'entertainment, che aveva sostenuto il provvedimento Agcom con una petizione presentata dalla Siae e sottoscritta da molte celebrità dello spettacolo, sembra contenta. Enzo Mazza, presidente della Federazione industria musicale italiana (Fimi), ha dichiarato a Sky.it di essere “soddisfatto per l'approvazione del testo. E’ molto importante che l'iniziativa prosegua, anche con le modifiche apportate: il nostro obiettivo è sempre stato combattere la pirateria che avviene sulle grandi piattaforme. Non abbiamo mai avuto intenzione di fare la guerra ai blogger o ai piccoli siti, e a noi il sostegno della magistratura non è mai mancato. Quello che chiediamo è un provvedimento di ampio respiro: non vogliamo colpire i pesci piccoli, vogliamo che per le grandi piattaforme illegali estere (come ad esempio PirateBay) avvenga quello che avviene già per le scommesse”.

Il tema del diritto d'autore in era digitale resta un argomento complesso e lungi dall'essere risolto, sembra però che un punto di intesa su cui iniziare a ragionare sia stato trovato.

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