No Tav, i sindaci: "Questo tipo di protesta è come la peste"

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Dopo gli scontri con centinaia di feriti in Val di Susa, i primi cittadini della zona accusano: "Quella lì non è la nostra gente". Chi sono e da dove arrivano i black bock che hanno assaltato il cantiere. RASSEGNA STAMPA

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"Sono vestiti di nero, hanno il volto mascherato da sciarpe. Respirano attraverso maschere antigas a doppio filtro, più efficaci di quelle di polizia e di carabinieri". E' questo il ritratto dei black block che domenica 3 luglio si sono infiltrati nel vasto corteo che protestava contro la No Tav in Val di Susa, nei cui scontri sono rimasti ferite centinaia di persone (guarda le immagini) A descriverli per la Repubblica, Meo Ponte: 800 fanno parte all'area anarco-insurrezionalista, 300 sono invece stranieri, "in gran parte spagnoli fiancheggiati da tedeschi, austriaci e francesi.
Sono loro la punta di violenza di una protesta che ha causato centinaia di feriti, soprattutto tra le forze dell'ordine.

E su quella protesta, il giorno dopo - mentre si riapre il cantiere - sono in molti a interrogarsi. In primis, i sindaci dei comuni interessati all'opera, che hanno sfilato per dire no al progetto finanziato dall'Unione Europea.
"Non siamo più in grado di gestire la protesta, quella non è la nostra gente", dicono diversi primi cittadini della zona al quotidiano La Stampa. "Sono come la peste, stanno vanificando un lavoro di anni: noi ci siamo sempre battuti per tenere la nostra gente dentro i binari della legalità".

Le polemiche riguardano ovviamente anche le parole di Beppe Grillo, che ha definito "tutti eroi", aggiungendo che si fanno prove di dittatura. Una posizione dura, che arriva - sempre secondo La Stampa - nelle stesse ore in cui il Movimento cinque stelle viene posto sotto accusa dai suoi stessi militanti: poca democrazia e poca trasparenza, affermano i critici.
Ma la protesta ha anche un altro volto: quello degli operai dei cantieri, feriti dall'assalto e dalle proteste. "I manovali prendono 1300, 1400 euro al mese. Che colpe hanno? Perché ci vogliono colpire?": è la testimonianza riferita in una ricostruzione del Corriere della Sera.

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