Omicidio Meredith, la mamma di Amanda: "Siamo più ottimisti"

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Edda Mellas ai microfoni di SkyTG24 commenta l'esito della perizia presentata lo scorso 30 giugno. Il documento mette in discussione gli esami genetici sull'arma del delitto e sul gancetto del reggiseno indossato dalla vittima. GUARDA IL VIDEO

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"Spero cambi tutto. E' una buona notizia. E' quello che i nostri esperti hanno sostenuto dal primo giorno e siamo grati alla corte per aver permesso una perizia esterna".  A parlare è Edda Mellas, mamma di Amanda Knox, condannata in primo grado a 26 anni per l'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel novembre 2007. Il riferimento è alla perizia disposta dalla Corte d'assise d'appello e presentata dai legali della difesa lo scorso 30 giugno. Un documento che mette in discussione gli esami genetici sul coltello indicato come arma del delitto e sul gancetto del reggiseno indossato dalla vittima quando venne uccisa.

"Amanda già lo sapeva - prosegue la madre - ed è molto contenta ma è ancora in galera e dobbiamo continuare a lottare per lei. Siamo decisamente più ottimisti".
I genitori della ragazza lunedì 4 luglio sono tornati a Perugia per l'udienza (aperta e subito rinviata) di un altro processo. Quello che li vede accusati di diffamazione a mezzo stampa per un'intervista rilasciata a un tabloid inglese su presunti maltrattamenti ricevuti dalla giovane di Seattle in questura.

In questo procedimento il giudice Paolo Micheli si è astenuto dal giudizio, dato che si tratta dello stesso magistrato che nel 2008 aveva rinviato a giudizio Amanda e l'ex fidanzato Raffaele Sollecito - per i quali è ancora in corso il processo d'appello - e che aveva condannato a 30 anni di carcere l'ivoriano Rudy Guede (sentenza ridotta a 16 anni in secondo grado e nel frattempo divenuta definitiva). L'udienza è stata così rinviata al 24 gennaio prossimo, dinanzi ad un altro magistrato.

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