Roma, musicista pestato a sangue da quattro ragazzi

Polizia in via dei Serpenti, all'angolo con via Leonina a Roma, dove è avvenuta l'aggressione di Alberto Bonanni
1' di lettura

In agonia da tre giorni Alberto Bonanni, il giovane aggredito la notte del 25 giugno nel rione Monti. Arrestati due ventenni che lo volevano punire perché infastiditi dagli schiamazzi suoi e di un gruppo di amici

Guarda anche:
Due anni fa l'aggressione di due gay a Roma
A Milano a novembre aggredito un tassista

È in gravissime condizioni il giovane musicista aggredito e pestato a sangue la notte di sabato 25 giugno a Roma da un gruppo di ragazzi. La notizia della sua morte, poi smentita, era stata diffusa erroneamente mercoledì 29 giugno mattina dai vigili urbani della capitale.

Alberto Bonanni, il ventinovenne aggredito nel rione Monti, uno dei centri della movida romana, era in compagnia di altri sei amici con i quali si era esibito in un locale. Poco prima dell'aggressione era stato minacciato da un residente della zona sceso in strada con una frusta lamentandosi di alcuni schiamazzi. Poi, intorno alle 2, quattro persone si sono avvicinate al gruppo di ragazzi pestando a sangue il musicista. Probabilmente gli aggressori, due dei quali, entrambi ventunenni, sono stati arrestati, lo volevano punire per i rumori in strada. Negli atti di arresto dei due giovani, Cristian Perozzi e Carmine D'Alise l’accusa è quella di omicidio, perché si era diffusa la notizia della morte del ventinovenne. I due fermati, secondo quanto si è appreso, abitano nella periferia della capitale.

"Stavo passando di lì, ho dato solo dù pugni e me ne sono andato via. E che sarà mai...". Ha tentato di difendersi così Cristian Perozzi, uno dei due giovani arrestati. I due hanno genitori e nonni che abitano ancora nel rione. Conoscono la zona perché ci sono cresciuti e ci giocavano da piccoli. E forse hanno tentato di “marcare” il territorio aggredendo un gruppo di giovani che di notte stava gridando, dando fastidio ai residenti. Potrebbe essere proprio la “difesa del territorio” uno dei motivi che ha spinto i due giovani romani ad aggredire in branco una decina di persone nella notte tra sabato e domenica scorsa a Roma. Solo uno dei due giovani aggressori ha precedenti per stupefacenti. Tutti e due però, riferiscono gli agenti, sono ragazzi “difficili”, che vivono “al limite della legalità” e in quartieri di borgata come Tor Bella Monaca. Gli investigatori sono ora sulle tracce delle altre persone del branco che hanno partecipato all'aggressione.

E' stato anche grazie a Facebook che i vigili urbani del centro storico di Roma, supportati da quelli del commissariato Esquilino, sono riusciti a risalire agli aggressori del giovane. Attraverso alcune testimonianze e grazie all'informazione sul nome di battesimo di uno degli aggressori, gli agenti hanno utilizzato il social network per riuscire ad arrivare ai nomi dei due giovani.

Il Comune di Roma si costituirà parte civile contro gli aggressori del giovane. "Questo gravissimo atto di  violenza deve trovare una risposta ferma da parte delle Istituzioni.  Nell'esprimere tutta la nostra solidarietà ai familiari della vittima annuncio che l'amministrazione di Roma Capitale si costituirà parte  civile contro gli aggressori di Alberto Bonanni". Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Un ringraziamento agli uomini della polizia di Roma capitale e  alla Questura, che hanno assicurato alla giustizia due degli  aggressori e un pressante invito a tutti gli ordini inquirenti  affinché anche gli altri aggressori vengano al più presto  individuati ed arrestati", ha concluso Alemanno.

Leggi tutto