Meredith, i periti: “Forse non suo il sangue sul coltello”

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Svolta nel processo per l’omicidio della studentessa a Perugia. Gli esperti nominati dalla Corte di Appello mettono in dubbio l’attendibilità di alcune prove: “Non esclusi fenomeni di contaminazione”

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Clamorosa svolta al processo di Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher. I periti genetico-forensi nominati dalla Corte d'Assise d'Appello nel processo contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno consegnato i risultati del loro lavoro dal quale si evince che non è certo che sia di Meredith Kercher la traccia di dna trovata sul coltello ritenuto dagli inquirenti l'arma del delitto della studentessa inglese. 

I periti ritengono che "gli accertamenti tecnici effettuati non siano attendibili" perché "non sussistono elementi scientificamente probanti la natura ematica" della traccia stessa.
Gli esperti poi, nella perizia di 145 pagine depositata mercoledì 29 giugno, spiegano che "dai tracciati elettroforetici esibiti si evince che il campione indicato con la lettera B (lama del coltello) era un campione low copy number e, in quanto tale, avrebbero dovuto essere applicate tutte le cautele indicate dalla comunità scientifica internazionale".
Secondo i periti non essendo stato tenuto conto di questo "non si condividono le conclusioni circa la certa attribuzione del profilo rilevato sulla traccia B (lama del coltello) alla vittima Kercher Meredith Susanna Cara poiché il profilo genetico, così come ottenuto, appare inattendibile in quanto non supportato da procedimenti analitici scientificamente validati".
I periti concordano invece "con le conclusioni cui è giunta la CT circa l'attribuzione del profilo genetico ottenuto da tale campionatura a Knox Amanda Marie".

Nella perizia consegnata mercoledì non si esclude quindi “Che i risultati ottenuti possano derivare da fenomeni di contaminazione ambientale e/o di contaminazione verificatasi in una qualunque fase della repertazione e/o manipolazione”.

I risultati della perizia saranno discussi in aula il 25 luglio prossimo. Gli avvocati difensori dei due imputati hanno sempre contestato l'attendibilità di queste conclusioni, sia per questioni di merito che di procedure. Amanda Knox e Raffaele Sollecito stanno scontando 25 e 26 anni di reclusione per il delitto del quale si proclamano comunque estranei.

Martedì 28 luglio però c’era stata la deposizione in aula di Rudy Guede (GUARDA IL VIDEO), già condannato per l’omicidio di Meredith, il quale ha confermato di aver visto Sollecito la sera dell’omicidio nella casa di via della Pergola, ovvero dov’è stata uccisa la studentessa inglese.

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