Tav, in Toscana assolte le imprese dell'Alta Velocità

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La corte d'appello di Firenze ha ribaltato la sentenza che condannava per danni ambientali il consorzio che ha realizzato la galleria sotto il Mugello. Soddisfazione della difesa: "La gestione dei lavori è stata corretta"

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Nello stesso giorno in cui in Val di Susa andavano in scena gli scontri tra forze dell'ordine e No Tav, a Firenze venivano assolti  tutti i 39 imputati (38 persone più il consorzio Cavet) del processo d'appello sui danni ambientali compiuti durante i lavori alla galleria dell'Alta velocità ferroviaria tra Firenze e Bologna, nel Mugello. I giudici di Firenze hanno così ribaltato la sentenza di primo grado, che condannava 27 imputati, e cancellato anche il maxi-risarcimento da 150 milioni di euro deciso dalla corte d'assise. Confermate le assoluzioni della prima sentenza. Solo tre imputati dovranno risarcire danni a enti locali e associazioni per cifre assai piu' modeste.

Il processo riguardava i danni causati all'ambiente dalle imprese del Cavet eseguendo i lavori per la nuova ferrovia della Tav. Tra i principali reati contestati, la gestione abusiva di discariche per i materiali di scavo e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali. Come raccontato dal sito Linkiesta i lavori per la galleria dell'alta velocità avrebbero causato un abbassamento delle falde acquifere, con un conseguente prosciugamento di 37 fonti e 57 chilometri di fiumi seccati, costringendo così diversi comuni della zona e agricoltori a ricorrere alle pompe per il rifornimento idrico.

Ma il tribunale di Firenze non ha riscontrato un profilo penale nell'attività del cantiere che ha realizzato la galleria.  "La sentenza della corte d'appello conferma la correttezza di Cavet - ha commentato l'avvocato Nino D'Avirro, difensore del consorzio di imprese che ha operato ai lavori dell'alta velocità in Mugello - nella gestione dei lavori alla galleria e del materiale di scavo".

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