No Tav, la polizia sfonda le barricate. Al via i lavori

La polizia in Val di Susa
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Gli agenti hanno rimosso il presidio degli attivisti nel cantiere della Maddalena a Chiomonte (Val di Susa). Il leader dei manifestanti: "Abbiamo perso un round". Maroni: "Le forze dell'ordine si sono comportate bene". IMMAGINI E VIDEO

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(in fondo all'articolo tutti i video sulle proteste No Tav)

Lacrimogeni, cariche di polizia, sassaiole e rimozione di decine di barricate (LE FOTO). Non si calma la situazione in località La Maddalena, nel comune di Chiomonte, dove sono iniziati, a fatica, i lavori di insediamento del cantiere per la realizzazione della galleria per la creazione della linea ferroviaria ad alta velocità (Tav) Torino-Lione.
La forze di polizia hanno risposto in mattinata con cariche e lacrimogeni al lancio di sassi, pece, petardi, polvere di estintori e rimosso le barricate mettendo in fuga tra i boschi gli attivisti.

Circa 50 feriti - Stando a quando riferisce il 118 negli scontri sarebbero rimasti feriti una cinquantina di persone. Oltre 40 di questi appartengono alle forze dell'ordine, e nessuno è grave: si parla di contusioni o fratture. Un agente di polizia è stato trasportato all'ospedale Cto di Torino con l'elisoccorso per una contusione toracica ed è stato già medicato in ospedale. Un carabiniere è stato ricoverato all'ospedale Molinette di Torino per un trauma cranico.
Al 118 risultano soltanto due feriti tra i manifestanti No-Tav: una ragazza colta da malore forse per via dei lacrimogeni e un'altra ferita al volto. Anche in questi casi non si tratta i ferite gravi. Non si esclude che altri manifestanti siano rimasti feriti, ma che non siano passati per le cure del 118 e si siano recati autonomamente all'ospedale di Susa, dove la maggior parte delle persone coinvolte è stata medicata. Secondo una stazione radio vicina ai manifestanti, i No Tav rimasti feriti sarebbero quattro.
Le forze dell'ordine avrebbero sequestrato  tredici estintori insieme a numerose pietre, chiodi a tre punte,  bastoni, una fionda, un bidone colmo di fuochi d'artificio e petardi,  ed una tanica con chiodi.
Rimosso il presidio sono così partiti i lavori per l'allestimento del cantiere della Maddalena a Chiomonte,  in Val di Susa, dove dovrebbero poi cominciare gli scavi per la  realizzazione del tunnel geognostico propedeutico alla Torino-Lione.

Scontri polizia-manifestanti - Dopo una serie di scontri, ha riferito la polizia, le forze dell'ordine e gli operatori sono riusciti a raggiungere il piazzale del cantiere, prima occupato da alcune centinaia di manifestanti che si sono rifugiati nei boschi (GUARDA IN FONDO IL VIDEO CON LA FUGA) circostanti da cui, secondo la Questura, continuerebbero a lanciare oggetti.
Le forze dell'ordine hanno sfondato la barricata eretta dagli attivisti lanciando alcuni lacrimogeni (GUARDA IL VIDEO AMATORIALE).  Al momento dello sfondamento, i manifestanti hanno tentato di bloccare gli agenti segando un grande albero di pino, ma la persona che stava tentando di tagliare l'albero è stata allontanata e non è riuscita a completare l'operazione.

Maroni: "La polizia si è comportata bene" - "Abbiamo perso un round, non la guerra". E' stato il commento a caldo, dopo lo sgombero dell'accampamento dei No Tav, del leader del movimento, Alberto Perino. "Oggi - dice - è andata come si pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell'ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti".
E mentre la sinistra si spacca sulla Alta Velocità, Roberto Maroni commenta: "In Val di Susa "è andata bene, è stato aperto il cantiere e le forze dell'ordine si sono comportate molto bene" ha detto il ministro dell'Interno uscendo dalla sede della Lega in via Bellerio.

Scioperi in appoggio ai manifestanti - L'Unione sindacale di base, per protestare contro lo sgombero dei presidi a Chiomone, ha indetto uno sciopero immediato per tutti lavoratori della Val di Susa. Iniziativa a cui ha aderito anche la Fiom, che ha riportato la notizia che scioperi spontanei hanno bloccato diversi fabbriche della zona per tutta la giornata, tra cui la Vertek di Condove, la Beltrame di San Didero, la Gmc di  Chiusa San Michele e la Tecnocar di Sant'Antonino.

Presidi in varie città
- Sull'onda degli scontri in Val di Susa si sono organizzati presidi e sit in di solidarietà ai manifestanti in diverse città italiane.  A Roma un nutrito gruppo di manifestanti ha bloccato per circa venti minuti via IV Novembre, nei pressi di Piazza Venezia. Circa un centinaio di persone con la bandiera No Tav si sono fermate al centro della strada, impedendo ai mezzi di raggiungere la piazza. Poco dopo il corteo si è diretto a Piazza Santi Apostoli.
A Cagliari, davanti alla Prefettura, un gruppo di militanti del Comitato sardo che protesta contro la costruzione dei radar di avvistamento degli immigrati lungo le coste sarde hanno inscenato un sit-in.

L'allarme alle 4:30 - Dopo la fiaccolata di domenica sera e una veglia notturna, alle 4 e 30 al presidio No Tav è scattato l'allarme alla Maddalena di Chiomonte per l'imminente arrivo delle forze dell'ordine. A richiamare le centinaia di persone del movimento che si oppone alla partenza del cantiere per il tunnel della Maddalena, propedeutico ai lavori della Torino - Lione, sono stati i fuochi d'artificio sparati dal piazzale. Tutti si sono alzati dalle sedie o dai giacigli di fortuna e si sono diretti verso i punti del presidio dove sono state preparate le barricate.

Insulti agli operai - Urla e insulti si sono levati anche contro gli operai che si trovavano sull'autostrada A32, Torino-Bardonecchia, chiusa al traffico, nei pressi di Chiomonte, per l'apertura del cantiere della linea ferroviaria Tav Torino-Lione. "Servi", "Vergogna", "Giù le mani dalla Valsusa", hanno gridato due-trecento persone.

Atti vandalici a Torino - Nella notte tra domenica e lunedì, prima dell'inizio del blitz in Val di Susa, alcuni recipienti contenenti olio bruciato sono stati lanciati contro la facciata del municipio di Torino. Sui muri una scritta in rosso: no-Tav. I danni provocati sono stati lievi, con l'annerimento di alcune parti dell'edificio.

Maroni: entro il 30 giugno al via i lavori - Domenica 26 giugno il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva assicurato la partenza dei lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione. In un'intervista a 'La Padania' infatti ha detto: "Il cantiere si apre entro il 30. E l'opera si fa se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue". E sui No Tav: "E’ stato fatto di tutto, è stato aperto un osservatorio, sono state fatte tutte le valutazioni necessarie. Ciononostante c'è un 'no' pregiudiziale, che non può essere accettato. Noi dobbiamo aprire il cantiere. Punto. Dopodiché, chi si oppone non credo riuscirà a fermarlo. Non deve farlo perché vuol dire arrecare un danno gravissimo a tutti, soprattutto alle future generazioni. Perché com'è stato calcolato, vuol dire far perdere due punti di Pil al Piemonte in nome di un impatto che non è assolutamente devastante come dicono e pretendono alcuni, non tutti, di coloro che vivono lì". Oltre al danno economico Maroni, nell'intervista, sottolinea anche un eventuale isolamento dell'Italia dai collegamenti con l'Europa. "

UN VIDEO AMATORIALE DELLA FUGA NEI BOSCHI



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