P4, si muove anche il Csm. Bufera sui vertici della Finanza

Marco Milanese
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Il Consiglio superiore della magistratura avvia una propria indagine sulla posizione di Alfonso Papa. Intanto sarà ascoltato di nuovo Marco Milanese, l’ex consigliere politico di Tremonti. Ci sarebbero altri generali Gdf coinvolti nell'inchiesta di Napoli

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Indaga anche il Csm
- Il Csm avvia una propria indagine sulla vicenda della cosiddetta P4, che vede coinvolto il parlamentare del Pdl e magistrato in aspettativa Alfonso Papa (per il quale anche l'Anm ha avviato la pratica di espulsione). E del caso si occuperà anche il Pg della Cassazione Vitaliano Esposito, che già aveva avviato autonomamente dei primi accertamenti.
Gli accertamenti del Csm saranno compiuti dalla Prima Commissione, competente sui trasferimenti d'ufficio dei magistrati per incompatibilità, e a cui il Comitato di presidenza del Consiglio superiore, l'organo di vertice guidato dal vice presidente Michele Vietti, ha trasmesso le carte inviate dai pm napoletani; la stessa documentazione è stata inviata anche al procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, titolare dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati.

Talpe nella Gdf, Milanese non è indagato - Marco Milanese, consigliere politico dimissionario del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, non è indagato nell'inchiesta sulla P4, dopo avere chiamato in causa negli interrogatori il comandante della Guardia di finanza e un altro responsabile della Gdf. Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali.
"Milanese ha reso dichiarazioni utili e interessanti, ma non risulta tra gli indagati", ha detto la fonte giudiziaria. "Le persone indagate nell'inchiesta P4 non sono decine e decine, come qualcuno sostiene". La fonte conferma però che ad essere iscritti nel registro degli indagati sono il capo di stato maggiore della Finanza, Michele Adinolfi e il comandante per l'Italia meridionale, Vito Bardi, con l'ipotesi di favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio.
Il risvolto dell'inchiesta che li riguarda nascerebbe dalle dichiarazioni rese ai magistrati da Milanese, secondo cui i due alti ufficiali della Finanza si sarebbero adoperati per far sapere a Luigi Bisignani che aveva il telefono sotto controllo, come riferisce la fonte legale.

La P4 - Bisignani, un uomo d'affari molto ascoltato da politici, alti funzionari pubblici e manager di società a controllo pubblico, è il perno dell'inchiesta della procura di Napoli, che lo accusa di avere messo in piedi un'associazione a delinquere, la P4 appunto,  assieme al deputato del Pdl ed ex magistrato Alfonso Papa e a due agenti delle forze di sicurezza, per raccogliere informazioni riservate su politica e affari e poi usarle per ricattare, comprare favori o infangare.
Bisignani è agli arresti domiciliari, ma il gip li ha concessi soltanto per l'ipotesi di reato del favoreggiamento personale. Per la custodia cautelare in carcere di Papa, invece, il gip ha chiesto l'autorizzazione alla Camera dei deputati, che ha preso tempo per esaminare il fascicolo.

Bisignani, si indaga su operazioni finanziarie - Su alcune operazioni finanziarie effettuate lo scorso anno da Bisignani, la procura di Milano ha aperto un fascicolo, riferiscono fonti giudiziarie precisando che si tratta di un fascicolo iscritto a "modello 45" cioè senza
ipotesi di reato e indagati, aperto dopo che la procura di Napoli ha trasmesso ai colleghi milanesi una serie di documenti.

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