Omicidio Mollicone, 10 anni dopo indagato l'ex fidanzato

Serena Mollicone, la studentessa diciottenne di Arce, uccisa il 1 giugno 2001
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Svolta nelle indagini: la procura di Cassino iscrive 5 persone nel registro degli indagati. Tra questi anche la madre dell'ex compagno della vittima. Nel giugno 2001, Serena fu trovata senza vita in un boschetto nel Frusinate. Aveva 18 anni

A distanza di 10 anni cinque persone sono state iscritte sul registro degli indagati dalla procura di Cassino per l'omicidio di Serena Mollicone, la ragazza di 18 anni di Arce trovata  morta in un bosco ad Anitrella nel giugno del 2001, dopo essere stata legata e imbavagliata.
Si tratta dell'ex fidanzato di Serena, Michele Fioretti e della madre Rosina Partigianoni, dell'ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, del figlio Marco e di un altro carabiniere, Francesco Suprano. Tutti saranno sottoposti al test del dna.
"La mia ostinatezza viene ripagata da un'indagine scrupolosa. Cominciamo a vedere i primi importanti risultati per scoprire chi ha ucciso Serena" ha commentato Guglielmo Mollicone, papà della ragazza uccisa.

Le indagini - "Noi abbiamo come elemento certissimo che sul nastro adesivo che legava le gambe di Serena vennero repertate due impronte papillari - ha spiegato il criminologo Carmelo Lavorino, consulente della difesa di Carmine Belli, assolto dalla Cassazione nel 2006 dall'accusa di omicidio per il delitto - una di queste impronte ha dodici punti, detti punti particolari, che sono stati ben definiti. Quindi abbiamo l'impronta papillare dell'assassino o del complice, che ha legato Serena. Mi sembra molto strano che all'epoca non abbiano fatto queste comparazioni anche perché ricordo che presero le impronte di Michele Fioretti, della madre e anche del figlio del  maresciallo".

Ecco la cronologia del caso:

3 GIUGNO 2001: Due volontari della Protezione Civile trovano il corpo di Serena abbandonato sull'erba, vicino ad un  mucchio di rifiuti e seminascosto da una lavatrice ed altri rifiuti ingombranti, in un boschetto all'Anitrella. Iniziano le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Cassino, Gianfranco Izzo e dai sostituti procuratori Maurizio Arcuri e Carlo Morra.

6 FEBBRAIO 2003: A quasi due anni dal delitto viene arrestato il carrozziere Carmine Belli, che entra nella caserma dei carabinieri con l'aria innocua e spaventata. Continua a precisare di non essere lui il colpevole, e di non sapere assolutamente nulla su  quell'orribile delitto. Ma nessuno gli crede e tre mesi dopo, a fine maggio 2003, la Procura di Cassino chiude le indagini e chiede il processo con l'accusa di omicidio volontario. Il 37enne viene rinviato a giudizio, ma i suoi legali gli avvocati Romano Misserville e Silvana Cristoforo continuano a professare la sua innocenza e chiedono ufficialmente in una conferenza stampa, che si indaghi in ambienti più vicini alla famiglia di Serena.

14 GENNAIO 2004 : Si apre il processo a Carmine Belli davanti alla Corte d'Assise di Cassino. Il carrozziere è accusato di aver ucciso e poi occultato il corpo di Serena Mollicone. La pubblica accusa chiama a testimoniare 57 persone, centocinquanta, invece, i testimoni chiamati in causa dai legali della difesa. E' l'ultimo capitolo del processo in primo grado a Carmine Belli: la difesa chiede l'assoluzione e la Corte d'Assise, presieduta dal giudice Biagio Magliocca, scomparso da qualche anno, si chiude in Camera di Consiglio e nello stesso pomeriggio, alle ore 18, esce con la sua sentenza: assolto.

29 SETTEMBRE 2005: Inizia a Roma il processo in Appello dopo il ricorso della Procura di Cassino. Carmine Belli però revoca la nomina ai suoi legali e il processo slitta. La Corte d'Assise di  Appello, in attesa della nomina di nuovi difensori, dispone che Belli sia assistito da un difensore d'ufficio.

31 GENNAIO 2006: Il procuratore generale definisce illogica e contraddittoria l'assoluzione di Belli in primo grado e alla prima Corte d'assise d'appello di Roma, presieduta da Antonio Cappiello, chiede anche lui una condanna a ventitré anni di reclusione per  omicidio volontario e occultamento di cadavere. Secondo il rappresentante della pubblica accusa, l'imputato avrebbe più volte mentito e il suo alibi sarebbe falso.
Nello stesso pomeriggio, dopo meno di due ore di  Camera di Consiglio, il presidente Cappiello pronuncia la seconda  sentenza di assoluzione per Belli, per insufficienza di prove. I  familiari della studentessa uccisa vengono invece condannati al  pagamento delle spese processuali.

6 OTTOBRE 2006: La Prima sezione penale della Cassazione  respinge tutti i ricorsi, accoglie la tesi difensiva di Eduardo  Rotondi, legale del carrozziere di Arce, e assolve definitivamente  Carmine Belli.

1 LUGLIO 2009: A 8 anni di distanza dall'assassinio di Serena Mollicone sembra spuntare un nuovo testimone. Una lettera con due  fotografie è stata recapitata alla redazione della trasmissione  televisiva di RaiTre 'Chi l'ha visto'. Nella missiva, rigorosamente anonima, una persona in due pagine scritte a mano riferisce alcuni momenti salienti che precedono la scomparsa della 18enne di Arce. L'anonimo testimone ha allegato anche due fotografie.



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