Val di Susa, scontri e tensione. Berlusconi: ora basta

1' di lettura

Con un blitz delle forze dell’ordine è stato rimosso il presidio No Tav: il cantiere dell’Alta velocità può partire. 80 feriti nella battaglia tra polizia e manifestanti. Il leader del movimento: "Abbiamo perso il primo round, non la guerra". FOTO E VIDEO

Guarda anche:
LE FOTO DEGLI SCONTRI a Chiomonte
No Tav, il racconto degli scontri su Twitter e su Facebook
La sinistra si spacca sull'Alta Velocità
Tav, Grillo: è un crimine contro l'umanità futura
Manifestante prova a bloccare una ruspa. IL VIDEO

(in fondo all'articolo tutti i video sulle proteste No Tav)

Il primo cantiere della Torino-Lione può partire. Con un blitz all'alba di lunedì 27 giugno - con lacrimogeni, cariche di polizia, sassaiole e rimozione di decine di barricate ( LE FOTO ) - le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio a Chiomonte, in Valle di Susa che, dal nome della località, il movimento No Tav aveva battezzato “Libera Repubblica della Maddalena”.
L'area di 36 mila metri quadrati è stata consegnata alle società incaricate dei primi lavori per preparare lo scavo del tunnel esplorativo. E' stata rispettata così la scadenza del 30 giugno, imposta dalla Ue, e al presidio degli oppositori dei treni ad alta velocità si è sostituito quello di Carabinieri e Polizia.

I No Tav non si arrendono
- E' scontato che le forze dell'ordine resteranno a vigilare per tutto il tempo necessario a costruire la galleria: 36 mesi. Ed è questa una prospettiva che inquieta i sindaci della Val Susa, preoccupati della "militarizzazione del territorio". Il movimento No Tav, tuttavia, non si arrende . "Abbiamo perso il primo round, non la guerra", è il commento del suo leader storico, Alberto Perino.

Soddisfazione dal Viminale
- Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, elogia il lavoro delle forze dell'ordine. "Sono donne e uomini chiamati a far rispettare disposizioni legittime e lo fanno, a prezzo di enormi sacrifici, non “contro” qualcuno ma per garantire i diritti di libertà di tutti, a partire da coloro che esprimono il loro legittimo dissenso nelle forme consentite dalla legge".
E anche dal ministro dell’Interno Roberto Maroni è arrivato l’elogio al lavoro delle forze dell’ordine: “Si sono comportate bene”, ha detto il titolare del Viminale uscendo dal vertice della Lega.

Berlusconi: non possiamo più perdere tempo
- E mentre la sinistra si spacca sull'Alta Velocità , sul tema non è intervenuto pubblicamente il premier Berlusconi, ma dal suo entourage filtrano questi concetti: abbiamo ascoltato tutti, sentito le ragioni delle diverse parti e lavorato per arrivare a soluzioni condivise, ma ora non si può più perdere tempo altrimenti rischiamo di restare fuori dall'Europa e questo sarebbe inaccettabile.

Guarda il servizio di SkyTG24:



La dinamica del blitz e gli scontri con i manifestanti - L'operazione di “riconquista” della Maddalena, pianificata per settimane, è durata poche ore. Dopo la notifica dell'ordinanza del prefetto di Torino Alberto Di Pace al presidente della Comunità Montana Sandro Plano, una ruspa è entrata in azione abbattendo la barricata più a valle e ha via via rimosso, scortata da decine di agenti e carabinieri, tutti gli sbarramenti creati dai No Tav sulla strada dell'Avana.
E' stata una mattinata di tensione, con lancio di pietre, sedie, rami e tronchi d'albero da parte di alcuni manifestanti, e lacrimogeni lanciati da carabinieri e polizia. Alla fine il bilancio complessivo dei disordini è stato di un'ottantina di feriti lievi o contusi. Un poliziotto è stato portato in elicottero al Cto di Torino: aveva una contusione al torace; guarirà in sei giorni.

Blocchi, proteste e sit in anche in altre città
- I manifestanti sono stati dispersi nei boschi (GUARDA UN VIDEO AMATORIALE) , poi sono tornati mestamente a valle insieme alle tende che erano state il loro ritrovo per settimane alla Maddalena. Ed è cominciato, in tutta la Valle di Susa, ma anche a Torino, persino a Roma e Cagliari, una lunga serie di azioni di disturbo o vandaliche. Molti i blocchi stradali sulle due statali che attraversano la valle piemontese, nel capoluogo una trentina di studenti ha fatto irruzione nell'atrio del Palazzo della Regione, più tardi altri manifestanti hanno bloccato due binari della stazione ferroviaria di Porta Susa.
Sui muri di Palazzo Civico già in mattinata era stato scagliato olio esausto ed era stata tracciata la scritta in vernice rossa “No Tav”.
Nella Capitale un fumogeno è stato buttato contro la sede del Pd, un altro al Pdl, ci sono stati sit-in in via del Corso e davanti a Palazzo Chigi; protesta anche davanti alla Prefettura di Cagliari.

Guarda tutti i video sugli scontri in Val di Susa:

Leggi tutto