Maturità, l'ultima prova è il "quizzone"

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Coinvolto quasi mezzo milione di studenti. Per il 47%, il test elaborato dalle singole commissioni, è “lo scoglio più difficile” da affrontare. LO SPECIALE

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Lunedì 27 giugno, dopo un intervallo di tre giorni, i circa 496.000 studenti impegnati negli esami di maturità sono tornati per la terza e ultima prova scritta. I ragazzi si sono  cimentati con il cosiddetto "quizzone", un pacchetto di test che, a differenza delle due precedenti prove, sono predisposti non dal Ministero ma dalle oltre 12mila commissioni esaminatrici di tutta Italia. Una prassi che però cambierà presto: il ministro Gelmini nei giorni scorsi ha ribadito ancora una volta che dal prossimo anno potrebbe essere introdotta una prova diversa, un test a risposta multipla di tipo anglosassone simile a quello dell'Invalsi che viene proposto per l'esame di terza media. Il tutto - ha spiegato - per avere "un sistema di valutazione omogeneo per tutto il Paese".

I test di lunedì mattina hanno riguardato non più di cinque discipline e sono in linea con le simulazioni e le esercitazioni svolte dai ragazzi durante l'anno scolastico. Gli studenti hanno avuto a che fare con un elaborato sintetico oppure con veri e propri quesiti a risposta singola (da 10 a 15) o multipla (da 30 a 40); con problemi scientifici a soluzione rapida (non più di 2); casi pratici e professionali (anche questi non più di 2); oppure, secondo gli indirizzi di studio, con la realizzazione di un progetto. I contenuti delle varie tipologie di domande si sono soffermati sulle materie non affrontate nelle prime due prove.

Una prova, quella di lunedì mattina, che è probabilmente la più difficile di tutti gli scritti. E' l'opinione del 47% dei maturandi alle prese con il temuto "quizzone". Lo ha rivelato un'indagine di Studenti.it, realizzata in collaborazione con Swg, tra oltre 700 maturandi. Se alla richiesta su come valutano la terza prova prova il 47% degli intervistati ha risposto "E' più difficile delle altre", il 29% la reputa "difficile come le altre". Per il 12% è più facile perché nel corso dell'anno si sono svolte le simulazioni, mentre per l'11% perché i professori hanno già informato i maturandi sugli argomenti che saranno trattati nella prova. Anche per affrontare il test multidisciplinari i maturandi restano in "contatto con l'esterno" scrivendo alla redazione di Studenti.it attraverso le bacheche su Facebook, forum e Twitter. Tra le domande arrivate al portale: "Help! differenza tra lieviti apiculati ed ellittici", "significato geometrico della derivata della funzione fx in x0", "Qual'é la funzione del generatore di un circuito?".

Dopo il "quizzone" dunque, per i candidati rimane solo lo scoglio degli orali, con le domande dei commissari su tutte le materie svolte durante il quinto anno scolastico. Una prova, tra l'altro, determinante: il ministero ha incrementato da un paio d'anni il punteggio assegnabile dalla commissione. In ogni caso, la votazione finale scaturirà dall'esito delle tre prove scritte (al massimo 15 punti ciascuna) e del colloquio finale (fino a 30 punti), oltre che dall'assegnazione dei crediti formativi degli ultimi tre anni (25 punti). Per i candidati che puntano alla lode sarà necessario aver accumulato il massimo dei crediti a partire dal terzo anno, non avere una materia al di sotto dell'8 in quarta e quinta e anche aver ricevuto il massimo della valutazione nelle tre prove scritte e negli orali.

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