Rifiuti, Caldoro contro la Lega: "Condotta inaccettabile"

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Il governatore campano, indagato per epidemia colposa: "Non ci sto a pagare le colpe di 15 anni di inadempienze". Poi l'avviso all'esecutivo: "Senza risposte forti abbandoniamo i tavoli". Bossi: "Niente decreto". VIDEO

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Stefano Caldoro, presidente della giunta regionale della Campania, non ci sta. Lo ha detto per tre volte, sostenendo che non vuole pagare per colpe di altri, per il comportamento "irresponsabile" della Lega Nord e per il boicottaggio della camorra.
Indagato dalla Procura di Napoli per epidemia colposa in merito all'ultima emergenza rifiuti registrata nel capoluogo campano, ha convocato la stampa per "dare alcuni chiarimenti".
Ha espresso pieno rispetto per il lavoro della magistratura, ma ha anche detto che attraverso le intese istituzionali, in buona sostanza, sono stati assicurati i trasferimenti della spazzatura del napoletano altrove.

Avrebbe potuto firmare delle ordinanze, come dicono gli investigatori, ma ha seguito, ha spiegato in conferenza, la strada della concertazione con le altre province, anche per evitare contenziosi amministrativi che avrebbero causato la paralisi.
Il risultato? Da gennaio a giugno centomila tonnellate di rifiuti del napoletano smaltite nel resto della Campania. Rifiuti prelevati in gran parte dal capoluogo, che ha una produzione di circa 1.250 tonnellate al giorno e che ha un autosufficienza per appena 150 tonnellate.
E quello che non si riusciva a "sistemare" in Campania, perché gli impianti delle altre province devono trattare innanzitutto i rifiuti locali, veniva trasferito fuori regione.
Operazione bloccata, però, pochi giorni fa da una sentenza del Tar.

Regione fuori dai tavoli istituzionali - "Non ci sto, non ci sto, non ci sto" ha detto Caldoro ai giornalisti. Non è disposto "a pagare le colpe di 15 anni di inadempienze e responsabilità dei Comuni, responsabilità perduranti ancor oggi; a pagare le colpe dei ricatti e del boicottaggio della camorra; rispetto ai comportamenti irresponsabili, di fronte a questa emergenza nazionale, della Lega Nord".
"La Regione - ha aggiunto - ha fatto tutta la sua parte, avendo poteri minimi e residuali". Cosi, annunciando l'uscita della Regione Campania dai tavoli istituzionali, non ha esitato a chiamare in causa i sindaci. Fuori fin a quando non ci saranno risposte forti da parte del governo e degli enti locali della Campania.
"I cittadini - ha aggiunto il governatore - devono sapere dove sono le vere colpe e le responsabilità, che sono ben lontane dall'ente Regione".

La polemica con la Lega - Poi ha ricordato che i sindaci "sono la massima autorità sanitaria. Per quale motivo Nola e Portici, ad esempio, riescono a superare le crisi tenendo le strade pulite?" si è chiesto il presidente della Regione, mentre altri, come Napoli, non "riescono a farlo?".
Da Palazzo Santa Lucia è stato assicurato il pieno "sostegno economico, tecnico ed anche politico per favorire gli accordi nei Comuni per aprire siti di trasferenza, siti di stoccaggio e discariche".
Ma dinanzi ad un'emergenza così articolata il governo non può non fare la sua parte, questa è una crisi che si risolve solo con l'aiuto di tutti. Poi ha liquidato le posizioni della Lega Nord ( che nei giorni scorsi si è detta contraria al trasferimento dei rifiuti in altre regioni ) come incomprensibili.

Bossi: "Niente decreto legge" - E a stretto giro di microfono, è arrivata la replica di Umberto Bossi: "Napoli deve trattare con tutte le regioni, non può sperare in un decreto legge che scavalchi le scelte del Tar del Lazio", ha detto il leader della Lega, ribadendo la richiesta che il sindaco di Napoli Luigi De Magistris sia nominato commissario straordinario ai Rifiuti: "Così non scappa". Guarda il video:



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