Melania, Salvatore Parolisi non risponde ai magistrati

Salvatore Parolisi accompagnato dai propri avvocati, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, arriva in procura, ad Ascoli Piceno
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Il caporalmaggiore dell'esercito indagato per l'omicidio della moglie si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per oltre un'ora i pm gli hanno contestato gli elementi a suo carico. Gli avvocati: negli ultimi due mesi ha già parlato. GUARDA IL VIDEO

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Non ha praticamente aperto bocca Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'esercito indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea, che si è presentato venerdì 24 giugno ai magistrati della procura di Ascoli Piceno. Assistito dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, si è avvalso della facoltà di non rispondere, dopo che i pm Umberto Monti e Ettore Picardi gli avevano contestato vari elementi a suo carico per oltre un'ora.

Parolisi è arrivato in perfetto orario a Palazzo di Giustizia, quando mancavano appena pochi minuti alle 16:30. Sempre curato nell'abbigliamento, non ha dimenticato neanche in questa occasione la sua predilezione per i colori vivaci: pantaloni arancione spento, camicia intonata a righine avorio, verde e arancione, sul volto i grandi occhiali da sole che Melania indossava il giorno della scomparsa il 18 aprile e che il vedovo ha voluto mettere per i funerali della giovane donna. La Jeep condotta dall'avv. Gentile non è potuta entrare da un ingresso riservato e così il militare è entrato nel Tribunale fendendo una folla di curiosi e soprattutto giornalisti, fotografi e operatori tv, con il volto teso, tra qualche grido "vergogna", oppure "bravo" (in senso ironico).

Poi una lunga fase preliminare e infine l'elenco degli elementi di prova a suo carico, le tante contraddizioni e incongruenze emerse nei tre interrogatori già avuti come parte offesa, ma anche nelle dichiarazioni rilasciate durante svariate trasmissioni televisive. A partire da due elementi ormai dati per acquisiti dagli inquirenti, sulla scorta di decine di testimonianze: il 18 aprile Melania non è mai stata a Colle San Marco (GUARDA LA MAPPA), dove Parolisi sostiene invece sia misteriosamente sparita mentre andava alla toilette del ristorante Il Cacciatore, e il caporalmaggiore è arrivato sul pianoro solo alle 15:30, e non alle 14:20, come ha sempre sostenuto.

A quel punto l'annuncio della scelta di non rispondere (per altro in parte prevedibile). "In due mesi Salvatore ha risposto a domande per oltre 40 ore" ha poi spiegato l'avv. Biscotti ai giornalisti (guarda il video in alto). Rispondere sarebbe quindi stato "ripetere le stesse cose. Quando avremo elementi meno fluidi per quello che riguarda il capo di incolpazione - ha concluso - saremo noi a chiedere un nuovo interrogatorio".

Diversa, ovviamente, l'opinione dell'avv. Mauro Gionni, che assiste i familiari di Melania Rea come parte lesa. "Avvalersi della facoltà di non rispondere è un atteggiamento giuridicamente legittimo - ha commentato -, ma umanamente incomprensibile per un vedovo che dice di voler fare tutto il possibile per scoprire gli assassini della moglie".

Intorno alle 18:30 Parolisi è uscito da un varco posteriore della Procura, e si è subito infilato nell'auto dei legali. Ora per gli inquirenti si apre una breve fase di riflessione: la prossima settimana verra' depositata la relazione finale sull'autopsia della vittima condotta dal medico Adriano Tagliabracci. Un quesito riguarda in particolare la dinamica dell'aggressione a Melania. Se, come sembra, il perito confermera' che la donna è stata uccisa nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo), dove è stata ritrovata cadavere il 20 aprile, la competenza dell'inchiesta dovrebbe passare alla procura di Teramo. Anche se tecnicamente questo non esclude che la magistratura ascolana possa comunque adottare eventuali provvedimenti, per poi dichiararsi incompetente. Prima dell'incontro in procura, Parolisi e i suoi legali hanno pranzato nella zona di Colle San Marco e hanno effettuato un sopralluogo nell'area e a Ripe di Civitella.

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