In strada 2400 tonnellate di rifiuti: Napoli resta nel caos

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Sacchetti ovunque, cassonetti pieni, roghi e proteste. De Magistris, che aveva promesso di ripulire la città in cinque giorni: “Il nostro piano è stato sabotato”. Berlusconi: “Dovrò intervenire io”. Intanto la Rete si schiera pro o contro il sindaco

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Proteste, blocchi stradali, roghi nella notte, strade invase da montagne putrescenti che emanano odori nauseabondi. Napoli resta in pieno caos, sul fronte dell'emergenza rifiuti. Sul piano politico la giornata è stata caratterizzata da un incontro a Roma del premier con una delegazione del Pdl campano: incontro durante il quale, dicono alcuni dei presenti, Berlusconi avrebbe detto "come sempre dovrò intervenire io, vedo che de Magistris non ce l'ha fatta in cinque giorni". Non si fa attendere la replica del sindaco: "Berlusconi fa sorridere, ha abbandonato Napoli a se stessa".

Spaccatura anche in Consiglio regionale: con i voti della sola maggioranza, e l'opposizione che esce dall'aula al momento del voto, passa una risoluzione per chiedere che la città di Napoli apra una sua discarica e nella quale si dice sì all'ipotesi di riattivare l'impianto di Macchia Soprana, nel Salernitano. Questa idea, che sarebbe stata discussa anche negli incontri romani del Pdl, vede nettamente contrario il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, che guida anche la commissione difesa della Camera. Si profila dunque un nuovo caso politico, dal momento che Cirielli nei giorni scorsi aveva minacciato di lasciare il Pdl se non fosse stato approvato dal Governo il decreto, bloccato dalla Lega, per consentire i trasferimenti dei rifiuti campani fuori regione.

Napoli, intanto, annaspa in mezzo a circa 2400 tonnellate di spazzatura e i cinque giorni durante i quali, secondo il sindaco de Magistris, la città sarebbe stata ripulita, sono scaduti. "Il nostro piano è stato sabotato, segno che stiamo toccando equilibri consolidati. Forze oscure si stanno mettendo di traverso", dice de Magistris. L'esasperazione dei cittadini si sta traducendo in azioni clamorose: la notte tra il 21 e il 22 giugno sono stati appiccati 30 roghi, poi spenti dai vigili del fuoco, e a pochi passi da piazza del Plebiscito, i residenti dei Quartieri Spagnoli con guanti, tute bianche monouso e mascherine sulla bocca, hanno prelevato i sacchetti dai vicoli per disseminarli lungo la centralissima via Toledo, strada simbolo della città trasformata in discarica.

Il presidente della Provincia di Napoli, Cesaro, ha incassato nella mattina del 22 giugno l'ok del Tar della Campania alla sua richiesta di sospensione dell'ordinanza del sindaco di Caivano, Antonio Falco, che impediva l'utilizzo del sito di trasferenza. La popolazione di Caivano, fa sapere Falco, "è amareggiata e pronta a difendere il territorio contro gli sversamenti provenienti da Napoli". Gli altri due siti autorizzati dalla Provincia di Napoli ad Acerra, rimangono, invece, ancora inaccessibili. Al termine di un comitato provinciale per l'ordine pubblico, in prefettura, si è decisa l'attivazione di un nucleo di pronto intervento dedicato all'emergenza, e il potenziamento dei dispositivi di prevenzione. L'attesa sarà lunga: in base all'intesa di martedì 21 giugno  tra Comune, Provincia e Regione, facendo ricorso alle solidarietà delle altre province campane serviranno almeno 15-20 giorni per ritornare alla normalità.

Intanto in Rete si muove chi vuole sostenere l’azione della giunta per far fronte all'emergenza e su Facebook il gruppo “Incazzatos” (che fa il verso agli Indignados spagnoli) invita a una manifestazione sotto la prefettura "per protestare contro il boicottaggio del governo e della camorra al piano di de Magistris di liberare Napoli dai rifiuti". "Il sindaco - si legge ancora - ce la sta mettendo tutta, ma ha bisogno del supporto del popolo". Ma sul web, c’è anche chi invece si prende gioco della promessa del sindaco dei liberare la città dai rifiuti "in 5 giorni" e le sue parole diventano un rap che scorre sulle immagini di una Napoli sommersa dai rifiuti.

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