Lele Mora story: da parrucchiere a agente dei vip

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Nato a Bagnolo di Po nel 1955 si diploma alla scuola alberghiera. Lavora prima come cuoco poi in un beauty centre frequentato da calciatori e starlette. Segue il salto come talent scout. I primi guai giudiziari gà nel 1989 per un 'inchiesta di droga

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Dario Mora, detto Lele, ha alle spalle una carriera brillante, cominciata come cuoco e poi parrucchiere e approdata ad agente dei vip ma anche di una pletora di "belli", vallette, tronisti e aspiranti veline.
Nato a Bagnolo di Po, nel 1955, diplomato alla scuola alberghiera, Mora diventa prima cuoco in un ristorante di Verona e poi negli anni Settanta parrucchiere in un beauty center della città, frequentato da calciatori e starlette. Ben presto però abbandona spazzola e forbici per seguire il suo istinto di talent scout, che lo farà diventare una sorta di manager santone, sempre vestito in total white, abbandonato su divani bianchi, circondato da aspiranti tutto fare da cui ama farsi lavare e massaggiare i piedi, come lui stesso ha rivelato in una intervista televisiva.
I primi guai giudiziari arrivano già nel 1989: coinvolto in un'inchiesta per un giro di cocaia viene condannato con sentenza definitiva a un anno e sei mesi  per detenzione di non modiche sostanze stupefacenti.

La prima cliente di Mora versione manager è stata Loredana Bertè, nel 1978. Solo nel 2000 però avviene il salto di qualità e la consacrazione ad agente con l'apertura a Milano della società LM Managements. L'iniziale attività di manager di Mora è nel settore dello sport, ma ben presto viene estesa al mondo dello spettacolo, a cui Mora unisce l'attività di agente con l'organizzazione di eventi, divenendo lui stesso showman ed uomo immagine.

Mora ha curato l'immagine di molti artisti. Ha prodotto il cd di Luisa Corna, 'Acqua futura'. Tra i personaggi che hanno fatto parte della sua scuderia, figurano Simona Ventura, Alberto Castagna, Alda D'Eusanio, Luisa Corna, Maria Teresa Ruta, Marco Balestri, Mirka Viola, Naike Rivelli, Andrea Savinelli, Christian De Sica, Aida Yespica, Remo Girone, Sabrina Ferilli, Valeria Marini, Walter Nudo, Costantino Vitagliano, Cecilia Capriotti, Rocco Casalino e l'ex-Presidente della Camera Irene Pivetti. Tanti gli addii senza rancore però quando, negli ultimi anni, la sua fortuna ha iniziato a declinare ed è stato coinvolto in scandali ed inchieste che hanno riempito comunque le pagine dei giornali di gossip. Elenoire Casalegno lo ha lasciatogli preferendogli un altro grande della storia, l'agente Franchino. Anna Falchi l'ha liquidato con un fax di due righe da una beauty farm di Roma.

Mora ha praticamente monopolizzato quasi tutti i partecipanti ai reality-show, ma i fine settimana li ha trascorsi fotografato con Julia Roberts, Ridley Scott, i figli di Gheddafi, Bruce Willis e chiunque altro capiti a tiro dalle sue parti. Vero Richelieu dello spettacolo, ha dettato la linea ai programmi d'intrattenimento, popolando la tv con personaggi del calibro di Rocco oppure Ana Laura Ribas, naufraga dell'Isola dei Famosi. Del programma nella prima edizione, per fare un esempio, 10 personaggi su 12 erano sotto le cure di Lele Mora. Nella seconda, invece, ne aveva solo 8 sempre su 12.

Di sè, Lele Mora, dice di essere una persona riservata e timida ma non ha mai nascosto le sue forti simpatie fasciste, e nel documentario cinematografico Videocracy, è stato anche ripreso nell'atto di sfoggiare con il proprio videofonino alcune immagini fasciste e più svastiche naziste, oltre che una suoneria sulle note di Faccetta nera.
Infine, sporadica e quasi casuale la sua apparizione nel cinema come attore. Mora ha infatti partecipato nel 2006 al film, Vita Smeralda, regia di Jerry Calà, nel ruolo di se stesso. Nel 2009 è apparso in Videocracy, regia di Erik Gandini, sempre nel ruolo di se stesso.

L'arresto per bancarotta fraudolenta, è solo l'ultimo guaio giudiziario per Lele Mora. Condannato per evasione fiscale nel 2000 e nel 2008, lunedì 27 giugno sarà davanti al gup di Milano Maria Grazia Domanico, per l'udienza preliminare che lo vede imputato, assieme a Emilio Fede e Nicole Minetti, per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, per il caso Ruby.

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