La Cassazione: "Danni morali alle vittime di stupro"

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I giudici: "Il degrado inferto dal violentatore non attiene soltanto al corpo, ma anche alla dimensione spirituale dell'offeso". Per questo chi subisce violenza ha diritto a un risarcimento

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Lo stupro non è solo una violenza al corpo, ma anche un "degrado inferto alla dimensione spirituale", perché‚ la vittima "si porta dentro, per il resto, un frammento di vita spezzata".
Per questo, chi subisce violenza ha diritto anche ad un risarcimento morale, pur se esiste "un'ovvia difficoltà" a quantificare il dolore provato.

E' la Cassazione a chiedere maggiori tutele per le vittime delle aggressioni sessuali, ancor più quando si tratta di azioni compiute da un gruppo, o di minori lesi nel loro "diritto all'innocenza".
Persone violate, secondo i Supremi giudici, anche nella "reputazione e nell'immagine", soprattutto se si vive "in un piccolo centro".
La Terza Sezione Civile ha respinto così il ricorso di due ragazzi, accusati di aver violentato un minore di 13 anni, che hanno contestato non solo la violenza ma anche il risarcimento dei danni morali (circa 10mila euro) disposto dalla Corte d'Appello di Palermo per la vittima.

"Il degrado inferto dal violentatore (o dai violentatori, come nella specie), non attiene soltanto al corpo, ma anche alla dimensione spirituale dell'offeso", scrivono i Supremi giudici nella sentenza n.13611, e la vittima "si porta dentro per il resto, un frammento di vita spezzato dal fatto criminoso e da cui con fatica, come riconosce la specialistica psico-criminologica, proverà ad uscire".
In questo caso, sottolinea la Cassazione, il ragazzino non solo è stato "tradito dai compagni con cui di solito si intratteneva in una baracca di sera" ma ha subito "un danno morale soggettivo, un pregiudizio ai suoi diritti in quanto persona, tra cui certamente quello pregnante della sua innocenza del fanciullo", nonché‚ un danno alla sua "reputazione e immagine soprattutto perché il tutto si è verificato in un piccolo centro e con modalità odiose".

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