Napoli, ergastolo per il killer del video shock

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La sentenza della Corte d’Assise nei confronti di Costanzo Apice che nel maggio del 2009 uccise nel Rione Sanità Mariano Bacioterracino. L’uomo, 30 anni, era stato identificato grazie al filmato diffuso dalla Procura

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La Corte d’Assise di Napoli ha condannato all'ergastolo il pregiudicato Costanzo Apice, imputato per l'omicidio di Mariano Bacioterracino, avvenuto nel maggio del 2009 nel Rione Sanità a Napoli. Le sequenze del delitto furono riprese da una telecamera a circuito chiuso collocata all'esterno di un bar. Immagini shock che fecero il giro dei network del mondo suscitando non poche polemiche per la loro crudezza. Apice era ripreso infatti proprio mentre colpiva la vittima alle spalle e alla testa con due colpi di pistola. La Procura decise di diffondere il video proprio nella speranza che l’assassino potesse essere riconosciuto ed individuato. E così è stato.

Costanzo Apice, che ha 30 anni, è stato identificato grazie a un’informazione confidenziale giunta al capo della squadra mobile, Vittorio Pisani, dal boss Gennaro Sacco, che di lì a poco fu ucciso in un agguato assieme al figlio. Nel corso del processo, che si è svolto davanti alla quinta sezione della Corte d'Assise presieduta da Adriana Pangia, sono state poi acquisite le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia tra cui Biagio Esposito: quest'ultimo ha dichiarato di aver visto Apice e un'altra persona partire da Secondigliano per andare a commettere l'omicidio.

Secondo la Procura il movente del delitto va ricercato nella vendetta, dopo circa trent'anni, per l'omicidio del boss di Afragola Gennaro Moccia: Bacioterracino era l'unico componente ancora in vita del commando che si riteneva avesse ucciso Moccia, anche se era stato assolto dall'accusa. Per concorso in omicidio e associazione camorristica era stato arrestato lo scorso maggio Antonio Moccia, uno dei figli di Gennaro, ma il Riesame nei giorni successivi aveva annullato l'accusa di omicidio.

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