Restivo: "Mi dichiarai a Elisa Claps, ma lei mi respinse"

Un'immagine d'archivio di Danilo Restivo
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L'uomo, accusato dell'omicidio della 16enne di Potenza, depone al processo per la morte della donna inglese Heather Barnett: "Non ho mai ucciso nessuno, ho avuto con Elisa solo rapporti di amicizia". E spiega la sua ossessione per i capelli femminili

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Danilo Restivo, l'uomo accusato dell'omicidio di Elisa Claps, torna a parlare della giovane ragazza uccisa nel 1993 e il cui corpo è stato ritrovato il 17 marzo del 2010. E lo fa nell'altro processo che lo vede imputato, quello per la morte della sua vicina di casa inglese Heather Barnett, uccisa il 12 novembre del 2002. Il processo, che dovrebbe concludersi la prossima settimana, si sta svolgendo presso la Crown Court di Winchester. "Ho conosciuto Elisa Claps nel luglio del 1993 attraverso il fratello Luciano Claps. Ero attratto da lei", ha raccontato Restivo durante la sua deposizione.
"A quel tempo - ha aggiunto - non ero un ragazzo serio. Dicevo che mi ero innamorato per poter uscire con loro. Dopo poco che sono uscito con lei mi sono dichiarato. E lei mi ha rifiutato perché aveva una relazione con un ragazzo di Palermo. Non ho avuto altri rapporti con lei se non di amicizia. Ci rimasi male, ma bisogna ricordare che era la sorella di un amico, Luciano, quindi non volevo causare nessun problema".

Restivo ha poi parlato della sua ossessione per i capelli femminili. "La prima volta che ho tagliato dei capelli è stato quando avevo 15-16 anni, al primo anno di scientifico. Ho iniziato come scommessa, tra compagni di classe: per entrare in una cerchia di amici. Poi ho continuato".
"Le prime tre volte - ha proseguito - è stato per scommessa. Poi ha iniziato a piacermi. Ma l'ho fatto senza voler fare male a nessuno, senza avere un problema con una o l'altra ragazza. Mi piaceva toccare e odorare i capelli, ma non riuscivo a odorare nessun profumo perché avevo un problema al naso". "Mi sono domandato - ha aggiunto Restivo - che cosa avessi pensato se fossi donna a ricevere un taglio di capelli. E' ho quindi deciso di smettere, ho capito che poteva essere pauroso. Sono anche andato da uno psicologo. Non ho mai saputo che era un crimine, se lo è chiedo scusa", ha aggiunto Restivo.

Nel processo inglese si è parlato a lungo anche del caso di Elisa Claps. Davanti al giudice Ian Burnett infatti, il "prosecutor"  (l'accusa) Michael Bowes ha parlato chiaro sin dal primo istante del dibattimento. A uccidere Elisa Claps e Heather Barnett, secondo lui, è stata la  stessa persona: Danilo Restivo.
Questa la pesante contestazione su cui è stato costruito tutto il processo da parte dell'accusa. In pratica nell'aula di Winchester è andato in scena non solo il processo per l'omicidio Barnett ma anche una corposa anticipazione  dell'eventuale processo che si terrebbe a Restivo in caso di rinvio a giudizio.
Gli alibi di Danilo Restivo sono stati passati al setaccio e smontati dall'accusa, nonostante le insistenze della difesa che in questi giorni avrà modo di esporre compiutamente le proprie  tesi. Sono state analizzate, inoltre, le tante analogie dei due delitti, dalle modalità degli omicidi al famigerato taglio dei capelli che costituisce una firma dell'assassino.

"Non ho mai ucciso nessuno" ha detto poi Restivo, nel rispondere alle domande del suo avvocato. "Arrivati davanti alla casa di Heather Barnett lei ha abbracciato i suoi figli, che stavano piangendo fuori dalla villetta. Secondo l'accusa lei ha recitato una scenetta rivoltante, se ne rende conto?", ha proseguito il legale difensore di Restivo. "No, ero sincero", ha risposto il potentino.

Chiuso il processo in Inghilterra, per Restivo si aprirà quello in Italia. Per il 29 giugno al tribunale di Salerno è fissata l'udienza preliminare in cui si esaminerà la richiesta di rinvio a giudizio dello stesso Restivo. Davanti al gup potrebbe comparire lo stesso Restivo, a patto che il processo inglese sia finito.

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