Santoro e Benigni ai precari: "Siete voi l'Italia migliore"

Michele Santoro con Roberto Benigni
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Serata a Bologna per i 110 anni della Fiom. A sorpresa interviene anche il comico toscano. Sul palco personaggi noti e lavoratori precari, tra cui la donna ignorata dal ministro Renato Brunetta durante un convegno. GUARDA I VIDEO

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"C'è stato un consigliere Rai che ha presentato un ordine del giorno molto semplice: ha detto 'Santoro vuole fare la sua trasmissione per un euro, perché non accettiamo?' Allora presidente Berlusconi, io voto perché Santoro resti in Rai, alzo la mano perché resti in Rai. Allora Bersani, che mi stai simpatico, contale anche tu queste 30 mila mani che si alzano perché Santoro resti in Rai". E' stato questo il passaggio culminante dell'intervento di Michele Santoro durante 'Tutti in piedi', la serata organizzata venerdì 17 giugno a Bologna per i 110 anni della Fiom. "Ci dobbiamo riprendere quello che ci avete tolto, l'aria, il mare, la scuola, il nostro futuro. Da operaio a operaio le dico, se lei mi chiede se ci saranno i lavoratori nel futuro di questo Paese, io le dico sì, sì, sì, sì, quattro volte sì", ha concluso il giornalista televisivo, che si era fatto attendere per oltre tre ore. Entrato in scena, verso mezzanotte, vestito da operaio si è rivolto al premier diecendo: "Lei sta facendo di tutto per farmi diventare un disoccupato, ma non ci riuscirà. E siccome lei una volta ha detto di essere un presidente operaio, le parlo da operaio a operaio".

Alla fine del suo intervento Santoro ha introdotto la sorpresa tanto annunciata della serata, Roberto Benigni. "Siete l'Italia migliore!" ha detto tra gli applausi scroscianti l'attore premio Oscar. Poi apostrofa il pubblico parafrasando la contestata espressione del ministro Brunetta. "Ma non voglio fare battute su Brunetta - aggiunge il premio Oscar - perché è come sparare sulla crocetta rossa". "Sono venuto qui con il cuore, con la mente - ha detto il regista toscano - e con ogni organo del mio corpo per stare vicino a voi e vicino al lavoro. Il lavoro - ha continuato Benigni - è un diritto che nessuno ci può togliere, è una cosa sacra". "Amare il proprio lavoro - ha continuato Benigni - dovrebbe essere la base su cui fondare la nostra società: amare il nostro lavoro con la coscienza orgogliosa di essere utili. Mi inchino ai lavoratori". L'attore, più volte applaudito, ha poi chiuso il suo breve intervento sottolineando: "Amate il vostro lavoro, deve essere un diritto per questa nuova società".

Nel corso della serata, presentata da Serena Dandini, sul palco si sono alternati lavoratori precari, tra cui Maurizia Russo Spena, la precaria del ministero del Lavoro alla quale il ministro Brunetta non ha voluto rispondere dicendo poi la frase su "l'Italia peggiore", con i collaboratori storici di Santoro, come Sandro Ruotolo, Riccardo Formigli, oltre che Marco Travaglio e Vauro.

L'intervento di Roberto Benigni:



Gli interventi di Maurizia Russo Spena, precaria della Pubblica Amministrazione, e di Barbara Evola, precaria della Scuola



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