Abusi e stalking: sempre più donne escono allo scoperto

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Secondo il rapporto annuale di Telefono Rosa, aumentano le richieste di aiuto per violenze fisiche e psicologiche. La psicologa Baldry: "C'è una maggiore sensibilità sul tema, ma gli episodi non diminuiscono". E il carnefice è quasi sempre il partner

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di Giulia Floris

Cresce la consapevolezza del fenomeno della violenza contro le donne, sono sempre più le vittime che hanno il coraggio di uscire allo scoperto, ma gli episodi di maltrattamenti non accennano a diminuire. E’ questo il quadro che sembra emergere dalla ricerca annuale di telefono Rosa, che registra un sensibile aumento delle segnalazioni dal 2009 al 2010. Dalla analisi delle 1.749 richieste di aiuto rivolte all'associazione nel 2010, infatti, le denunce per violenze fisiche sono aumentate dal 23% al 40%, quelle di violenze psicologiche dal 31% al 38%, e quelle per minacce dal 13% al 19%.

Abbiamo chiesto alla professoressa Anna Costanza Baldry, psicologa esperta dei conflitti di genere, autrice col magistrato Fabio Roia del libro 'Strategie efficaci per il contrasto ai maltrattamenti e allo stalking', di dare un'interpretazione di questi numeri. "Nel tempo - commenta a Sky.it -  è sicuramente aumentata la percezione del fenomeno e la consapevolezza dell’importanza dei servizi sul territorio, ma a fronte di questo ci aspetteremmo una diminuzione delle violenze che non c’è". "E anche le nuove leggi che combattono la violenza sulle donne - aggiunge - spesso non trovano un’applicazione rapida ed efficace, e così restano lettera morta".

Ma come può una donna proteggersi, quali sono gli strumenti che ha a disposizione? Il primo passo, per Anna Costanza Baldry, "è proprio avere il coraggio di farsi aiutare: rivolgersi alle forze di polizia e ai servizi presenti sul territorio e non sentirsi in colpa. Tutte le donne possono essere vittime di maltrattamenti, succede alle italiane e alle straniere, alle casalinghe, e alle impiegate, alle libere professioniste e alle disoccupate. Nessuna deve pensare che sia colpa sua" .

Secondo telefono Rosa, poi, la violenza matura nel 79% dei casi nell’ambito di una relazione affettiva e insorge durante il matrimonio per il 36% delle donne, nella convivenza per il 13%, durante la gravidanza per il 3%, e per il 6% alla nascita dei figli. Per poi continuare ripetutamente nel tempo: nel 14% dei casi anche dopo la separazione, prefigurando così il reato di stalking (per il quale le richieste di aiuto sono aumentate dal 6% del 2009 al 9% del 2010).

E per l’esperta, la violenza non si manifesta mai da un giorno all'altro: "I responsabili dei maltrattamenti sono quasi sempre uomini che non sopportano che la propria compagna sia un individuo autonomo e indipendente. Appena la donna esce dal ruolo di sottomissione esplode la violenza", ma i segnali si possono cogliere fin dall’inizio di una relazione. "Gli episodi di violenza psicologica non vanno mai sottovalutati - spiega la psicologa - il tentativo di isolare la donna, l’ostacolarne gli interessi, svalutare la partner, denigrarla, non sono mai aspetti normali di un rapporto". E sono ancora troppe le donne che non colgono in tempo questi segnali, se l'intervallo che trascorre prima di uscire allo scoperto, anche per chi decide di ribellarsi, varia, secondo il rapporto di Telefono rosa, da 1 a 5 anni nel 37% dei casi, da 5 a 10 per il 16% delle donne e da 10 a 20 anni per il 13%.

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