La scuola è finita, le proteste no: sciopero degli scrutini

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Si mobilitano in tutta Italia gli insegnanti aderenti ai Cobas contro la riduzione degli organici, il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, i test Invalsi. Il 14 giugno manifestazione davanti al Ministero dell'Istruzione

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Sciopero degli scrutini e una manifestazione davanti al Ministero dell'Istruzione. Protestano così gli insegnanti aderenti ai Cobas contro i tagli degli organici, il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, e i test Invalsi, quiz voluti dal ministero per valutare la preparazione degli studenti.

L'appuntamento è per martedì 14 giugno, a Roma, alle 10 davanti al Miur, mentre per quanto riguarda lo sciopero degli scrutini, "dopo aver coinvolto nei giorni scorsi Marche, Puglia e Veneto - si legge in una nota del sindacato - dal 14 giugno lo sciopero degli scrutini entra nel vivo", coinvolgendo tutte le altre regioni (tranne la Liguria e la provincia di Bolzano dove i Cobas sciopereranno 16 e 17 giugno. Docenti ed ATA sciopereranno per due giorni (14-15 giugno).

Intanto, finite le lezioni, per la scuola è tempo di esami. Hanno iniziato oggi, lunedì 13 giugno, gli alunni di terza media, che poi passeranno il testimone, la settimana successiva, ai ragazzi delle superiori, impegnati a portare a casa l'agognato diploma. Sono quasi 600 mila gli studenti che quest'anno affronteranno il primo importante esame del loro percorso scolastico, quello di terza media che, ormai, è diventato una sorta di mini-maturità. I ragazzi, infatti, dovranno sostenere almeno tre verifiche scritte, italiano, matematica e lingua straniera, una prova nazionale messa a punto dell'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema d'istruzione e formazione) e il colloquio finale su tutte le materie affrontate nell'ultimo anno.

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