Briatore: Berlusconi non è malato, dovrebbe riposare di più

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In un’intervista al Corriere l’affarista dà la sua versione sulle telefonate intercettate con Daniela Santanchè in cui si citerebbero i nuovi presunti festini del premier: "Battute tra amici". Il sottosegretario: "Era lui che parlava, io ascoltavo"

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Dopo le battute al telefono con la Santanchè, intercettate e finite su alcuni giornali, ora Flavio Briatore prova a dire la sua. Non al telefonino, ma al Corriere della Sera. In un’intervista al quotidiano l’affarista spiega cosa voleva dire con quelle frasi sulle serate del premier Berlusconi, trasferita da Arcore a Roma. “Quelle cene tra amici non erano un segreto per nessuno – dice – e questa è la prova che non accadeva nulla di illegale”.
In una parte di quelle conversazioni, raccolte dalla procura di Genova per un’inchiesta sull’evasione fiscale e ora finite a Milano dove è in corso il processo Ruby, Briatore parlando con il sottosegretario e sua amica Daniela Santanchè sembra dar ragione all’ex moglie del premier, Veronica Lario, che aveva parlato di Berlusconi come di un uomo malato. Ma ora Briatore dice: “E’ assolutamente falso”. E la sua frase al telefono esprimeva solo preoccupazione per “la salute del presidente. Sono convinto che dovrebbe fare una vita più riguardata, riposare di più…”.
Sulle telefonate con la Santanchè però aggiunge: "Parlavo con un'amica di Berlusconi, un altro amico. Al telefono chiunque fa battute". Sulla politica del premier afferma inoltre: “Credo che abbia smarrito la via del fare, si è fatto imbrigliare dalla politichetta e dai processi”.

Intanto Briatore non è l’unico a parlare. Anche la persona che era dall’altra parte del telefono, cioè l’onorevole Daniela Santanchè, ha voluto dire la sua sulle intercettazioni uscite sui giornali.
"E' uno stupro, una violenza. Non c'è nessun reato: è solo uno sfogo fatto da un amico di vecchia data. Io non faccio che ascoltare e molte delle cose che dico sono semplici intercalari". E' quanto afferma il sottosegretario, in un'intervista a La Stampa. Santanchè si difende e parla dell'"affetto" con cui cercava di capire e aggiunge: "Mi dispiaceva ascoltare qualcuno che raccontava queste cose".
"Io conosco Berlusconi - prosegue il sottosegretario - non sono preoccupata di quello che può fare ma di quello che invece viene raccontato, pensavo, se dice queste cose un amico parlando di un altro amico, qui viene giù tutto". Santanchè esclude di aver parlato del giornalista Emilio Fede, "è Flavio che parla di lui", precisa. E "mi dispiace che si sia offeso - afferma - ma io non sono solita dare giudizi neanche quando penso che nessuno mi ascolti". Infine, il sottosegretario si scaglia contro chi fa uscire le intercettazioni dalle procure e le passa ai giornali: "Cosa devo pensare? Che sono metastasi della società”.

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