Briatore-Santanchè al telefono: Silvio continua coi festini

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Il quotidiano "Repubblica" pubblica le intercettazioni tra l’affarista e il sottosegretario, agli atti per il processo Ruby. "Lele Mora mi ha detto: va avanti come nulla fosse". E l’onorevole risponde: "Qua crolla tutto". Fede: "Un errore frequentarli"

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"Silvio continua a far festini". E' quanto emergerebbe dalle telefonate intercettate tra l’affarista Flavio Briatore, finito nel mirino della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale, e l’onorevole Daniela Santanchè. A riportale alcuni stralci di queste conversazioni, raccolte dalla procura di Genova e trasmesse a Milano per il processo Ruby (quello nel quale il presidente del Consiglio è imputato per concussione e prostituzione minorile), è il quotidiano La Repubblica.

La conversazione risale ai primi di aprile. I due amici, Briatore e la Santanchè, parlerebbero appunto delle abitudini di Berlusconi e l’ex team manager di F1 rivela al sottosegretario: “Lele Mora mi ha detto: tutto continua come nulla fosse". Il riferimento sarebbe appunto ai festini, interrotti ad Arcore dopo l’inchiesta dei pm di Milano e proseguiti a Roma, in un’altra residenza, il castello di Tor Crescenza (come rivelato nei giorni scorsi anche dal Fatto Quotidiano).

I festini continuano a Roma - Repubblica rivela: “Briatore racconta alla Santanchè che Lele Mora è andato a trovarlo e gli ha raccontato che ‘tutto va avanti: stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale’. In un'altra telefonata, sempre Briatore commenta con il sottosegretario una nuova festa del premier: ‘Ha ragione Veronica, è malato. Persino Lele Mora è in imbarazzo!’. Dall'altra parte della linea la Santanchè è lapidaria: ‘Ma allora qua crolla tutto’”.
Nelle intercettazioni riportate dal quotidiano diretto da Ezio Mauro, sempre tra Briatore e la Santanchè, anche dei riferimenti a Tremonti (“Ha dato la spallatina finale, eh?”), allo scontro tra Geronzi e Della Valle e alla nomina di Lorenza Lei come direttore generale della Rai (“Una mia carissima amica”, dice la Santanchè).

Fede: un errore frequentarli - "Pensavo fossero degli amici ed invece i peggiori nemici sono quelli che ti stanno più vicino: Chi? Ma Daniela Santanchè e soprattutto Flavio Briatore che conosco da trenta anni". Così Emilio Fede, coinvolto nel caso Ruby, commenta le intercettazioni pubblicate sul quotidiano di Ezio Mauro. E aggiunge: "Ancora una volta aveva ragione mia moglie: stamattina mi ha detto 'Emilio te lo ripetevo sempre erano persone da non frequentare'".
Lontani anni luce i tempi del Billionaire, delle foto sorridenti tutti e tre insieme. Emilio Fede va giù duro con i commenti dopo aver letto del colloquio tra Briatore e Santanchè. "Una totale paranoia - dice all'ANSA - sono discorsi paranoici tanto assurdi che ho pensato di essere su 'Scherzi a parte' e invece, purtroppo, non siamo su Scherzi a parte'. Sono cose che fanno parte della arroganza e della imbecillità di persone che conosco da trent'anni".
La prima "falsità" a giudizio del direttore del Tg4 è la presunta 'cresta' fatta dallo stesso Fede su un prestito a Lele Mora. "E poi - dice Briatore nelle intercettazioni - quella roba di Fede, è indecente!".
"E' talmente tanto chiarita che non ha bisogno di commenti - spiega Fede - è agli atti dell'indagine e lo ha detto lo stesso Mora pubblicamente che quando era in difficoltà economiche io gli ho fatto un prestito che lui mi ha restituito. Lo stesso Berlusconi mi ha detto quando ho cercato di spiegare le illazioni 'Emilio, stai tranquillo, so che non ti sei appropriato di nulla"'.

Capezzone sulle intercettazioni: siamo alle barbarie -
"E' ormai evidente che gli italiani non possono più considerarsi liberi di usare il telefono: ogni loro parola, ogni loro frase, anche la più privata e amichevole, potrà essere usata contro di loro. Anche se non c'è nulla di
illegale? Certo, perché l'obiettivo della divulgazione selvaggia è ferire e 'sputtanare'. Triste situazione, e povero Paese". Questo il commento di Daniele Capezzone portavoce del Pdl.

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