Orgoglio gay in scena a Roma. Lady Gaga: Uguaglianza adesso

Roma, Europride. Lady Gaga
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In migliaia all'Europride: carri, bandiere arcobaleno, drag queen hanno animato il corteo, al quale si sono uniti anche tanti romani. La popstar al Circo Massimo: "Io sono figlia della diversità". FOTO, VIDEO E IL MEGLIO DELLA SUA ESIBIZIONE

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L'orgoglio gay invade la Capitale con tutti i suoi colori e la richiesta di "uguali diritti". In tantissimi, oltre cinquecentomila per gli organizzatori, sono arrivati da tutta Europa per rivendicare i diritti della comunità non solo gay ma anche lesbo, bisex e transgender: per le unioni civili e contro la discriminazione, per la laicità e contro le violenze. Una marcia colorata, a tratti trasgressiva e sulle note della madrina, l'istrionica Lady Gaga, volata in Italia per sostenere l'iniziativa e cantare al Circo Massimo .

Lady Gaga: "Uguaglianza adesso" - "Vogliamo piena uguaglianza adesso!" ha detto prendendo la parola sul palco del Circo  Massimo ( guarda il video in alto ), Lady Gaga prima della sua esibizione, al termine del Roma Europride 2011. "Trasformiamo questa piazza italiana - ha aggiunto la cantante - in una  cappella elettrica, proclamiamo oggi la difesa dell'amore. Questa festa - detto ancora - incarna lo spirito dei diritti umani". In lungo e appassionato discorso la popstar ha ricordato come "molti governi nel mondo non consentono ai cittadini di avere i loro diritti ma noi dobbiamo abbattere queste barriere che esistono in Lituania, Russia, Polonia, Ungheria, Libano e nei Paesi mediorientali". "Sono qui oggi perché cittadina del mondo, e chiedo ai governi di facilitare questo nostro sogno di uguaglianza. Non ci dividete. Quando arriverà il giorno del nostro matrimonio?", ha poi aggiunto per concludere: "Facciamo nascere una nuova ideologia internazionale, facciamo la rivoluzione dell'amore".

Il corteo: un'invasione colorata - Un appuntamento, quello con Lady Gaga, attesissimo, che chiude una giornata di festa, in cui la comunità dell 'Europride ha invaso le strade del centro con i costumi osé delle drag queen, i manifesti di Amnesty International, i genitori di figli gay, i figli di genitori dello stesso sesso, il composito mondo dei trans, gli attivisti omosessuali insieme a quegli etero venuti a sostenere una "giusta causa". Il tutto nello stile inconfondibile dei pride, reso più speciale quest'anno dalla partecipazione della cantante, tanto che qualcuno dei manifestanti osa una corona di spine come il protagonista del controverso video 'Judas'.

Alla cantante sono dedicate musiche, costumi e manifesti della mega parata: parrucche bionde, t-shirt con su scritto 'Habemus Gaga', fan in fibrillazione sin dal primo pomeriggio per l'apparizione della diva. Ma in piazza i temi veri sono altri. Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, dalla testa del corteo interviene sulle unioni civili e auspica che "al centro, a sinistra e a destra, tutti condividano la necessità di rendere alle coppie di fatto un riconoscimento giuridico". Al suo fianco, la deputata del Pd Paola Concia affonda: in tema di diritti Lgbt "veniamo considerati dall'estero un Paese bisognoso". Tra i volti della politica locale presente alla parata anche la governatrice del Lazio Renata Polverini che raggiunge i manifestanti a piazza della Repubblica e, seppur contestata da un piccolo gruppo di persone, ribadisce il suo "impegno contro l'omofobia".

Tra i quaranta carri allegorici e le maestose drag queen, spuntano i cartelli di chi ha fatto un lungo viaggio per sostenere la battaglia italiana. Un gruppo di attivisti inglesi marcia rivendicando "equality and human rights for all" ed alcune ragazze giunte dal Portogallo spiegano: "Per i diritti bisogna essere uniti". Poi le provocazioni, anche forti con caricature di Benedetto XVI e altri manifesti che condannano episodi di pedofilia clericale.

Le contestazioni
- Mentre la grande, colorata parata percorre Roma, da Piazza della Repubblica a Circo Massimo, a San Giovanni vanno in scena i 'nemici' giurati dell'Europride. "No al gay pride, sì alla famiglia", si legge su alcuni cartelli di Militia Christi. E anche al Colosseo per pochi minuti viene srotolato uno striscione con su scritto: "Roma capoccia della tradizione" firmato Forza Nuova e una croce celtica. Episodi isolati che, comunque, non turbano il fluire della parata, tant'è che il sindaco Gianni Alemanno sottolinea: "Abbiamo smentito ogni illazione di Roma come città intollerante". E infatti i romani hanno sfoderato tolleranza e curiosità. Molti hanno fotografato o si sono fatti fotografare con le drag queen. Alcune famiglie  si sono unite al pride con figli al seguito, persino nei passeggini.

Il servizio di SkyTG24:

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