‘Ndrangheta, volevano uccidere un magistrato. Dodici arresti

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"Appena arriva l'arma lo facciamo": è la frase intercettata che ha fatto scattare l'allarme su un imminente attentato contro un pm della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. In manette affiliati alla cosca Abbruzzese, attiva nel cosentino

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Nuovo duro colpo alla ’Ndrangheta, due giorni dopo l’operazione Minotauro che ha portato all’arresto di 142 persone in tutta Italia. In manette sono finiti dodici affiliati alla cosca Abbruzzese, attiva nel territorio dell’alto cosentino. La cosca, secondo quanto emerso dalle indagini, stava pianificando un imminente attentato alla vita di Vincenzo Luberto, un magistrato della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. I provvedimenti sono stati emessi dalla Dda di Catanzaro. Ai fermati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione aggravati di armi da sparo comuni e da guerra. L'operazione è stata denominata "Tsunami".

"Appena arriva l'arma, tra qualche giorno, lo facciamo". E' questa frase, pronunciata verso la fine di maggio da uno degli indagati, a far scattare l'allarme dei carabinieri su un progetto di attentato ai danni del pm della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto. Frase che ha fatto seguito ad un'altra, nella quale si sente dire: "L'altra volta non siamo entrati in azione perché pioveva".
I carabinieri, che stavano conducendo un'inchiesta sulla cosca degli Abbruzzese coordinata dallo stesso pm, hanno subito intensificato i controlli e dopo avere rafforzato la tutela al magistrato, sono entrati in azione forti di provvedimenti di fermo emessi dalla Dda catanzarese per sventare sul nascere qualsiasi ipotesi di attentato.
Dalle intercettazioni è emerso che alcuni dei fermati nell'operazione, già da tempo stavano controllando le mosse del magistrato. Parlando tra loro citano le abitudini del pm, di come si muove, se è solo o in compagnia. E verso la fine di maggio, dopo che la cosca ha accertato che in certi momenti il magistrato è solo, arriva la frase "appena arriva l'arma lo facciamo".
Probabilmente, è l'ipotesi degli investigatori, chi aveva progettato di uccidere Luberto stava aspettando un'arma particolare, forse un fucile di precisione.

La cosca Abbruzzese è stata recentemente colpita dalle forze dell'ordine con l'arresto del latitante Nicola Abbruzzese, avvenuto il 26 maggio scorso ad opera dei carabinieri di Cosenza. Lo stesso giorno in cui il fratello Francesco è stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'assise di Cosenza.

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