Omicidio Squarise, tre anni dopo il processo non è iniziato

Nella foto, scattata la notte del 30 giugno 2008, Federcia Squarise insieme con El Gordo
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I giudici spagnoli non hanno ancora fissato la prima udienza. Se entro il 10 giugno del 2012 non si arriverà alla sentenza El Gordo, che ha confessato di aver ucciso Federica a Lloret de Mar, sarà libero. La famiglia: le istituzioni ci hanno abbandonato

di Chiara Ribichini

Sono passati quasi tre anni dall’omicidio di Federica Squarise, la 23enne padovana violentata e uccisa il 30 giugno del 2008 mentre era in vacanza a Lloret de Mar, sulla Costa Brava. Victor Diaz Silva Santiago, un trentenne uruguaiano detto El Gordo, reoconfesso dell'assassinio della turista italiana, è in carcere a Girona dal luglio del 2008.  Ma il processo in Spagna non è ancora iniziato. Non è stata fissata neanche la prima udienza. E i tempi iniziano a stringere. Perché fra esattamente un anno, il 10 giugno del 2012, se il dibattimento non si sarà concluso El Gordo tornerà in libertà. “La carta dei diritti dell’uomo fissa a un massimo di due anni il carcere preventivo. El Gordo è stato arrestato il 14 luglio del 2008. Il 10 giugno dello scorso anno abbiamo chiesto e ottenuto dai giudici spagnoli una proroga di altri due anni. Una proroga che scade tra esattamente 365 giorni” dice a Sky.it il legale della famiglia Squarise Agnese Usai facendo chiarezza sulle date. Lo scorso aprile, infatti, l’avvocato Usai aveva già lanciato l’allarme sulla possibile scarcerazione dell’uruguaiano reo confesso dell’omicidio di Federica, ma erano circolate notizie discordanti sul termine delle proroga richiesta: si era parlato del 10 giugno di quest’anno o del 2012.

C’è dunque un anno di tempo per iniziare il processo che vede Victor Diaz Silva Santiago imputato con l’accusa di omicidio volontario e violenza sessuale aggravata e arrivare alla sentenza. Altrimenti, “per colpa della lentezza della giustizia spagnola, El Gordo sarà libero. Nonostante tutti i rischi del caso. Pericolo di fuga e reiterazione del reato prima di tutto” spiega l’avvocato Usai. E sottolinea: “Si tratta di un clandestino che tre anni fa è stato arrestato mentre cercava di evadere. E non si tratta di un uxoricida con l’ossessione della moglie, ma di un uomo che ha ucciso una ragazza appena conosciuta semplicemente perché lei aveva rifiutato le sue avances. E un domani al posto di Federica potrebbe esserci qualunque altra ragazza”.

El Gordo ha confessato l’omicidio, non la violenza sessuale. “Ma il Dna lo inchioda” afferma il legale della famiglia Squarise. Quella notte, il 30 giugno di tre anni fa, Federica era andata a una festa di compleanno in una discoteca a Lloret de Mar, dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza insieme con un’amica. “E’ uscita dal locale. Probabilmente Victor Diaz Silva Santiago l’ha seguita e aggredita. E’ accaduto tutto in pochi metri. Federica ha fatto una lotta estrema per difendersi. Lo provano le tracce di Dna di El Gordo ritrovate sotto le sue unghie e i graffi sulle braccia dell’uruguaiano”.

Il clamore iniziale suscitato dall’omicidio di Federica si è spento nel tempo. “I genitori si sentono completamente abbandonati dalle istituzioni” confessa l’avvocato Usai. “L’Italia dovrebbe far pressioni sulla Spagna. Nel caso di Meredith Kercher abbiamo visto persino gli ispettori arrivare dall’America, per Federica invece non è stato fatto nulla”. E aggiunge: “Il ministro Alfano ci aveva promesso che nella legge sullo stalking sarebbe stata inserita una clausola per estendere il patrocinio gratuito anche ai casi di violenza sessuale verificatisi all’estero. Promessa non mantenuta”. Per aiutare la famiglia Squarise e tutte le altre accomunate da tragedie simili è nata l’Associazione Per Federica Onlus. “E’ stata fondata da tutti gli amici di Federica. Organizziamo progetti e iniziative legate alla solidarietà, alla giustizia sociale e alla lotta contro la violenza sulle donne. Come i due concerti con cui il 18 e il 19 giugno ricorderemo Federica, in occasione del terzo anniversario della sua scomparsa”.

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