Caso Battisti. La rabbia dei parenti delle vittime

Cesare Battisti lascia il carcere
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"Uno schiaffo morale allo Stato di diritto" dice a SkyTG24 Maurizio Campagna, fratello del poliziotto ucciso dai Proletari Armati nel 1979. "Questo è quello che succede quando la politica entra nella giustizia". L'AUDIO

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"E' stato uno schiaffo morale allo Stato di diritto" a dirlo in diretta a SkyTG24 (video qui sopra) Maurizio Campagna, fratello di Andrea, assassinato da Cesare Battisti nel 1979. La notizia della liberazione di Cesare Battisti, decisione presa dal Tribunale supremo del Brasile, che ha respinto i ricorsi italiani contro la decisione presa lo scorso 31 dicembre da Lula, scatena l'indignazione dei parenti delle vittime dell'ex terrorista rosso. "Molto rammarico - spiega Campagna - poiché l'ultima valutazione del tribunale ci aveva dato ragione. Quando entra la politica nella giustizia, la giustizia non dovrebbe prendere nota di cosa dice la politica". E l'uomo conclude : "Bisogna andare avanti", in quanto Battisti è un delinquente, un assassino, un terrorista, perché di ex non ha nulla".

"La sua scarcerazione è l'ennesimo schiaffo in faccia che prendiamo noi parenti delle vittime del  terrorismo" sostiene Adriano Sabbadin, figlio di Lino ucciso nel 1979 da un commando dei Proletari armati per il Comunismo. Quel 16 febbraio del '79, a  Mestre, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini. "Credo, o almeno spero, che il governo abbia fatto il possibile  per ottenere l'estradizione", dice. "In questo momento, però, prevale un sentimento di amarezza che condivido con chi si trova nella mia stessa situazione. Questa mattina ho sentito i parenti di Andrea  Campagna e Antonio Santoro". "Domenica - continua Sabbadin - vogliamo ricordare le vittime di quegli anni con l'intitolazione della piazza di Caltana, vicino  Venezia, a mio padre e agli altri caduti delle stragi. Lancio un  appello a chi volesse sostenerci a venire nel mio paese per  partecipare all'evento", conclude.

In una nota interviene anche Bruno Berardi, figlio del maresciallo di polizia Rosario, ucciso dalle Br nel 1978 ed esponente della Fiamma Tricolore. "Il Brasile ha detto che il terrorista assasino Battisti è libero infischiandosene delle leggi del nostro Paese. Noi vittime proponiamo al nostro governo di ritirare la nostra partecipazione dai mondiali di calcio e da altre manifestazioni organizzate in Brasile compreso lo stop commerciale da e per il Brasile" "Questo Paese - aggiunge - deve imparare a rispettare la giustizia del nostro Paese, non sempre chiedere aiuti dalla nostra comunità senza il rispetto per il dolore delle vittime del terrorista Battisti. Faremo una campagna denigratoria contro il Brasile e contro i brasiliani che hanno accolto una serpe nel loro Paese venendo meno ad un comportamento logico che doveva restituirci l'assassino Battisti per fargli pagare i suoi omicidi".

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