Scommesse, Berlusconi: "Immagine del calcio rovinata"

Silvio Berlusconi indignato per quanto emerso dallo scandalo scommesse (Getty)
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Il premier a Palazzo Grazioli commenta con alcuni esponenti del Pdl il nuovo scandalo del mondo del pallone, ma non risparmia un attacco alle intercettazioni. Il gip di Cremona ha ascoltato Beppe Signori e Massimo Erodiani, protagonisti dell'inchiesta

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Ne ha parlato anche lo stato maggiore del Pdl al vertice tenutosi mercoledì 8 giugno a Palazzo Grazioli. Il 'caso calcio scommesse' piomba in Parlamento. Certo, c'è in corso la partita sulla riforma fiscale, le fibrillazioni all'interno della maggioranza, il governo che è andato sotto due volte al Senato. Ma a tenere banco sono le voci sulla presunta 'correzione' di partite riguardanti anche la serie A.

Silvio Berlusconi ha incontrato a Palazzo Grazioli alcuni esponenti del Pdl e a loro non avrebbe nascosto la sua preoccupazione. Il cavaliere, infatti, secondo alcune fonti, avrebbe parlato di "amarezza, perché in questo modo si sporca l'immagine del calcio italiano".
Dichiarazioni queste rese nella doppia veste di premier e presidente del Milan che attende di capire, da appassionato di questo sport ,  se i fatti contestati dagli inquirenti supereranno la prova dei fatti. Chi gli ha parlato sottolinea che il Cavaliere avrebbe espresso perplessità su come è stato utilizzato lo strumento delle intercettazioni anche in questa vicenda. Soprattutto dai media. Ma, aggiungono fonti vicine al premier, Berlusconi riterrebbe allo stesso tempo che per colpa di poche persone si stia rovinando l'immagine di uno sport che in Italia conta milioni di appassionati.

Il Coni nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai ministri dell'Economia, dell'Interno e della Giustizia per chiedere l'istituzione di un organo di vigilanza per combattere il fenomeno della corruzione. Venerdì 10 giugno al Viminale si terrà un vertice tra Maroni e i rappresentanti di Figc e Coni. "L'indagine - dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport Rocco Crimi - è nelle mani della magistratura, poi sarà la giustizia sportiva ad esprimersi e a usare il massimo rigore e pene severe nel caso in cui venissero riscontrate delle colpevolezze. L'importante - conclude - è che non ci siano processi sommari".

Intanto, mercoledì 8 giugno, il procuratore di Cremona Roberto Di Martino ha ascoltato due dei personaggi chiave dell'inchiesta: l'ex calciatore della Lazio Beppe Signori che ha raccontato, attraverso il suo legale, di aver rifiutato una proposta di illecito, e Massimo Erodiani, il titolare di un'agenzia di scommesse, che in un'intercettazione avrebbe citato anche il capitano della Roma Francesco Totti, il quale ha smentito ogni addebito. Giovedì 9 giugno potrebbe essere la volta della giustizia sportiva. La Procura della Figc, infatti, dovrebbe avere a disposizione in giornata gli atti dell'inchiesta di Cremona.

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