Poste verso la normalità. Ma si teme il picco di richieste

Clienti in fila davanti a un ufficio postale a Milano - Fotogramma
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Il blocco che ha mandato in tilt gli uffici postali sarebbe in via di risoluzione. Ma dagli sportelli avvisano: "Se volete essere sicuri, presentatevi alle otto di mattina". Convocato d'urgenza il Consiglio di amministrazione dell'azienda

Potrebbe essere quasi alla fine il blocco del sistema informatico che da mercoledì 1 giugno sta mandando in tilt gli uffici postali di tutta Italia. Dall'ufficio stampa dell'azienda spiegano che i tecnici americani sono al lavoro sul sistema Ibm e Hp, che gestisce tutta la rete degli sportelli italiani, per far rientrare definitivamente il problema. Gli uffici postali, spiegano, rimarranno aperti oltre l'orario di chiusura per smaltire l'arretrato. A mettere però nuovamente a rischio il sistema potrebbe ora essere il picco di richieste che arriva da tutta la Penisola. Per froneggiare l'emergenza nella serata di martedì 7  il Presidente di Poste Italiane Giovanni Ialongo ha convocato "in via d'urgenza il Consiglio di amministrazione dell'azienda. Lo ha comunicato la società in una nota, precisando che la decisione è stata presa "al fine di garantire il presidio del vertice aziendale sul tema".

Stando a quanto raccontato da alcuni dipendenti delle Poste, ad andare in crisi dovrebbe essere stato il nuovo sistema informatico installato in quasi tutti gli uffici postali lo scorso dieci maggio. Il software avrebbe funzionato senza problemi fino alle fine del mese scorso, ma sarebbe saltato il primo giugno a causa di un eccesso di richieste dovute probabilmente al ritiro delle pensioni. Gli unici uffici postali che hanno continuato a funzionare senza problemi sono stati infatti quei pochi in cui non è avvenuto l'aggiornamento con il nuovo software.

I dipendenti degli uffici postali consigliano dunque di presentarsi il prima possibile alla riapertura degli sportelli mercoledì, possibilmente alle otto di mattina, per essere sicuri di non finire in un altro blocco per eccesso di richieste. In una nota Uil Poste della Lombardia, sottolinea che il problema "era prevedibile a causa del nuovo sistema che accentra i dati" e che "il Capo Divisione era stato allertato sui possibili rischi d'intasamento che correva l'intera Rete Postale."

A non funzionare, in ogni caso, sono stati solamente gli sportelli delle poste italiane. Molte bollette e multe sono pagabili presso le ricevitorie della Sisal (qui la lista degli enti convenzionati) e le ricevitorie di Lottomatica (qui la lista dei bollettini pagabili), che hanno continuato a funzionare senza problemi in questi giorni. Nessun problema dovrebbero avere avuto anche i tabaccai attrezzati per ricevere il pagamento di bollette. Anche le operazioni online svolte sul sito delle Poste Italiane ha continuato a funzionare senza problemi, come il circuito Postamat che non è rimasto coinvolto nel blocco.

Giovedì 9 giugno Poste Italiane incontrerà in ogni caso i rappresentanti di tutte le associazioni dei consumatori per aprire un tavolo di conciliazione e discutere le modalità di risoluzione dei problemi derivanti dagli inconvenienti tecnici di  questi giorni negli uffici postali.

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