Unipol, Paolo Berlusconi rinviato a giudizio

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Il fratello del premier dovrà rispondere dell'accusa di ricettazione, concorso in rivelazione del segreto d'ufficio e millantato credito nell'inchiesta che riguarda la pubblicazione da parte del Giornale di una intercettazione tra Fassino e Consorte

Il gup di Milano Stefania Donadeo ha deciso di rinviare a giudizio Paolo Berlusconi con l'accusa di ricettazione, concorso in rivelazione del segreto d'ufficio e millantato credito nell'ambito dell'inchiesta sulla pubblicazione da parte del quotidiano 'il Giornale' di una intercettazione telefonica tra l'allora segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.
Il processo a carico di Paolo Berlusconi si aprirà il 4 ottobre prossimo davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano.

L'inchiesta era nata in seguito alla pubblicazione de 'il Giornale' il 31 dicembre 2005 di una intercettazione telefonica tra Piero Fassino e Giovanni Consorte (contenente la famosa frase dell'allora segretario Ds "abbiamo una banca").
La conversazione venne diffusa quando non era ancora agli atti dell'inchiesta sulla tentata scalata. Il gup deve ora decidere sulla richiesta di patteggiamento da parte dell'imprenditore Eugenio Petessi e del titolare di Rcs, l'azienda che aveva fornito l'attrezzatura per le intercettazioni, Roberto Raffaelli. Un quarto imputato, l'imprenditore Fabrizio Favata, ha invece chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.

"E' mia ferma intenzione agire con tutte le mie forze per dimostrare la mia estraneità" nei confronti di "reati di cui sono stato vittima inconsapevole". E' questa la reazione di Paolo Berlusconi, che aggiunge: "assumerò ogni necessaria iniziativa" verso chi ha "infangato il mio nome e quello della mia famiglia".

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