"Attenti al bigliettino con la droga": ma è una bufala

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Una donna accetta un biglietto da visita da un sedicente imbianchino e si ritrova stordita, scampando per un pelo a un'aggressione. La storia circola in Rete a firma di un brigadiere della Gdf di Reggio Emilia. Ma, dicono i militari, "è tutto inventato"

Un innocuo bigliettino da visita, offerto a una stazione di servizio e contaminato con della droga stordisce una donna, che scampa per un pelo a un tentativo di rapina o violenza. L’allarme gira in Rete, nella sua ultima forma, in una nota su facebook, firmata dal brigadiere della guardia di finanza di Reggio Emilia Raffale Rizzo. Ma sebbene un militare con questo nome in servizio nella città emiliana esista davvero, la storia è una colossale bufala.

La guardia di finanza di Reggio Emilia, contattata da Sky,it, fa sapere infatti che la preoccupate denuncia che invita a non accettare alcun biglietto da sconosciuti è in realtà frutto di fantasia e circola via mail già da un anno. "Nessuno del personale della guardia di finanza ha messo in giro qualcosa di simile ed è stata sporta regolare denuncia" è la precisazione della Gdf.

La storia però in Rete dilaga, come già era successo con una versione analoga che riferiva di biglietti contaminati della stessa droga, la Burundanga, e raccontava di un allarme tra tutti i corpi di polizia del Vecchio continente. Così l'avviso contro i bigliettini contaminati rimbalza di bacheca in bacheca sotto l’appello "Per favore è importante, leggano soprattutto le donne" e i commenti si dividono tra chi accoglie la notizia con apprensione e chi mostra scetticismo.
Quanto alla Burundanga, esiste effettivamente una droga con questo nome che sarebbe utilizzata dai malviventi per stordire le vittime per qualche secondo e farsi consegnare ad esempio le chiavi della macchina o il codice del bancomat. Ma casi simili si contano finora solo nei Paesi del Sudamerica.

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