Antonveneta, Fazio condannato a 4 anni

Antonio Fazio in tribunale (Credit: Fotogramma)
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L’ex governatore della Banca d’Italia punito per aver favorito il tentativo di scalata da parte della Banca Popolare di Lodi. La procura aveva chiesto 3 anni. Condannati anche Giampiero Fiorani, Giovanni Consorte e il senatore Pdl Luigi Grillo

Per la prima volta un Tribunale ha condannato chi per anni ha guidato la Banca d'Italia. A sei anni dalla tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, i giudici di Milano hanno tirato le somme della vicenda dei cosiddetti 'furbetti del quartierino' e hanno inflitto in primo grado all'ex Governatore Antonio Fazio 4 anni di carcere e un milione e mezzo di multa, agli allora vertici di Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, 3 anni di reclusione e un milione di multa, e all'ex banchiere di Lodi Gianpiero Fiorani un anno e 8 mesi.
Ma il verdetto della decima sezione penale, ha superato le condanne chieste dai pm Eugenio Fusco e Gaetano Ruta non solo per Fazio e Fiorani (tre anni per il primo e un anno e tre mesi per il secondo), ma anche per quasi tutti i 17 imputati, tra cui il senatore del Pdl Luigi Grillo e l'immobiliarista Luigi Zunino: entrambi hanno preso due anni e 8 mesi di carcere e 850 mila euro di multa.

In linea con la pubblica accusa invece la sanzione e la confisca disposta per Unipol, la società che insieme a Nuova Parva (condannata a versare 360 mila euro) è finita a giudizio in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti: 900 mila euro di sanzione pecuniaria e 39,6 milioni confiscati.
I reati contestati a vario titolo sono aggiotaggio, appropriazione indebita, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e riciclaggio, reato che è costato sei anni di carcere (la pena piu' alta) a Francesco Ghioldi, consulente e fiduciario svizzero.

Il collegio, presieduto da Gabriella Manfrin, se da un lato è stato severo con l'ex numero uno di Via Nazionale, interdetto anche dai pubblici uffici per cinque anni, ha deciso di assolvere "per non aver commesso il fatto" Francesco Frasca, l'allora capo della vigilanza di palazzo Koch.
Una sentenza, quella della magistratura milanese, che Fazio ha definito "una grande ingiustizia" e al telefono con uno dei suoi legali ha ribadito: "Sono sicuro di avere sempre operato per il bene e sono convinto che vada riformata". Ovviamente verrà impugnata perché, come ha spiegato l'avvocato Roberto Borgogno che insieme al prof. Franco Coppi difende lui e Frasca, "giustizia è stata fatta solo a metà, in quanto il processo non ha offerto elementi di distinguo tra le due posizioni".

Evidentemente a pesare sulla condanna dell'ex numero uno di Bankitalia, come ha osservato il legale, ci sono stati il ruolo istituzionale da lui ricoperto e le dichiarazioni, "per noi inattendibili", rese da Fiorani durante il suo interrogatorio in aula: l'ex amministratore delegato di Bpi aveva puntato il dito contro l'allora amico 'Tonino', al quale, nella notte del 12 luglio 2005 in cui lo avvisò che l'indomani sarebbe arrivata l'ok alla scalata, disse al telefono: "Ti bacerei in fronte".
Confiscati inoltre circa 47 milioni al 'gruppo dei lodigiani', tra cui l'ex calciatore Gianpiero Marini, che, per i pm, avrebbero partecipato all'oprazione 'occulta' con il rastrellamento delle azioni: la cifra sarebbe il corrispettivo delle plusvalenze realizzate con la compravendita dei titoli.
Infine i giudici hanno disposto il risarcimento danni di 300 mila euro a Banca d'Italia, di 400 mila euro a Consob. I difensori di Consorte e Sacchetti, come quelli di Fazio, hanno espresso "sconcerto" per la sentenza e hanno annunciato ricorso in appello.

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