Melania, la procura cerca testimoni anche in tv

Un momento dei funerali di Melania Rea
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Proseguono le indagini per l'omicidio della donna di Somma Vesuviana. I magistrati di Ascoli Piceno si sono rivolti alla "Chi l'ha visto": sono alla ricerca di due persone che potrebbero aver visto qualcosa. Slitta a giugno la relazione sull’autopsia

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Due donne, una signora biondo-castana che aveva con sé una bambina ed un'altra con i capelli ricci e gli occhiali. La procura di Ascoli Piceno le cerca per sapere se hanno visto qualcosa che possa aiutarli nelle indagini sull'omicidio di Melania Rea. E per trovarle si sono anche rivolti alla trasmissione "Chi l'ha visto?".

Sarebbero state tra le persone presenti tra le 14 e le 16 del 18 aprile sul pianoro di San Marco. Informazioni utili - sempre secondo quanto la Procura ha fatto sapere - potrebbero fornire anche "i due ciclisti che il 18 aprile, dopo le 15:45, avevano appreso della scomparsa di Melania Rea davanti al bar ristorante 'Il Cacciatore' e si interessarono alle ricerche".

Intanto slitta a "non prima dell'inizio del prossimo mese", come ha spiegato l'anatomopatologo Adriano Tagliabracci, il deposito della relazione finale sull'autopsia di Melania Rea, mentre carabinieri e agenti del Corpo forestale dello Stato hanno fatto un nuovo sopralluogo lungo la strada principale che collega il Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella in provincia di Teramo con il pianoro di Colle San Marco ad Ascoli Piceno (GUARDA LA MAPPA), dove Melania è stata trovata morta.

Cercavano ancora una volta l'arma del delitto e degli abiti, nella speranza che l'assassino o gli assassini possano essersene disfatti lungo il tragitto. Risultato: un paio di jeans da uomo e una t-shirt prelevati per inviarli al Ris. Quasi certamente "non hanno nulla a che fare" con il delitto, ha detto un investigatore.

Carabinieri e agenti del Cfs hanno percorso a ritroso la strada, dal bosco dove il cadavere di Melania è stato scoperto il 20 aprile, al pianoro dove il marito, Salvatore Parolisi, ha denunciato la scomparsa della donna il 18 pomeriggio. E si sono addentrati per una quarantina di metri nella boscaglia, un luogo frequentato anche dai militari e dalle soldatesse del 235/o Rav Piceno dove Parolisi lavora come istruttore di formalità, ma anche dai militari della caserma di Chieti.

Intanto, pm e investigatori continuano ad ascoltare conoscenti di Melania e del marito, e colleghi di lavoro del caporalmaggiore. Un filone "preciso" dell'inchiesta c'è, ha confermato anche ieri un investigatore. La preoccupazione di non tralasciare alcuno spunto sembra caratterizzare fin dall'inizio questa inchiesta "rompicapo" (così l'aveva definita il procuratore capo Michele Renzo), che nonostante la forte ribalta mediatica continua a procedere molto sotto traccia.

Si sa che verrà riascoltata a breve la ragazza che lavora nel bar-ristorante 'Cacciatore' di Colle San Marco, perché la prima volta non aveva riferito ai carabinieri dei due ciclisti. Una circostanza che la ragazza ha raccontato in questi ultimi giorni ad altre persone.

"Parleremo di nuovo con lei - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Alessandro Patrizio - per arrivare, se possibile, all'identificazione". E ancora una volta si torna alla domanda delle domande: Melania, è stata o no a Colle San Marco? Altro particolare venuto fuori dalla trasmissione 'Chi l'ha visto?' è che Melania quando è stata ritrovata aveva in tasca solo 5 centesimi, assolutamente insufficienti ad acquistare il caffè che il marito dice di averle chiesto di comprare. Insomma un mese di audizioni, rilievi tecnici, controlli incrociati sul traffico telefonico, e, ancora, nessuna certezza.

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