Par condicio, maxi multe ai telegiornali

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Dopo gli interventi in tv del premier del 20 maggio, Agcom infligge la sanzione di 258mila euro a Tg1 e Tg4. 100mila a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. Minzolini: "Ho seguito un criterio professionale". Il Fatto: "Il direttore paghi"

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Stangata dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sui tg dopo le interviste del premier Berlusconi di venerdì scorso. A maggioranza l'Agcom infligge il massimo della multa, 258 mila euro, a Tg1 e Tg4 perché "recidivi", e 100 mila euro a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. Si spaccano la stessa Authority - i commissari di maggioranza parlano di decisione dettata dalle "pressioni" della sinistra - e gli schieramenti, con l'opposizione che plaude e il centrodestra che contesta l"offesa al diritto'. E se Mediaset "allibita" annuncia ricorso al Tar, in Rai la partita si giocherà nel cda di mercoledì: 'amministrative 2011 e provvedimenti Agcom' recita il punto inserito all'ordine del giorno dal presidente Paolo Garimberti.

Ma ora, chi pagherà le multe? Questo quanto si chiedono i quotidiani in edicola martedì 25 maggio.
“Ora paghi Minzolini” titola a tutta pagina Il Fatto Quotidiano di Antonio Padellaro. Ma dalle colonne di Repubblica è proprio il direttore del Tg1 a rispondere. “Pagare io la multa? Lo chiede l’Usigrai. Ma io ho fatto quello che tutti i direttori avrebbero fatto”. Il direttore è infatti “esterrefatto” e attacca la decisione presa dall’Agcom di Calabrò: “Quel colloquio – dice riferendosi al messaggio di Berlusconi – era una notizia, non potevo rinunciare”. E aggiunge: “Ho fatto il giornalista, ho seguito solo un criterio professionale. Il premier non parlava da 5 giorni, ossia dal giorno dei risultati del primo turno. Era o no una notizia la sua intervista? Secondo me lo era”.

Dura anche la reazione del Giornale di Sallusti che in prima pagina titola: "Italia alla rovescia. Vietato intervistare Silvio, ma aggredire il Pdl si può" facendo così riferimento anche alla sostenitrice del sindaco uscente di Milano Letizia Moratti, in corsa per la poltrona insieme a Giuliano Pisapia, che ha dichiarato di essere stata aggredita da un supporter del candidato di centrosinistra ma sarebbe stata smentita da una testimone oculare. "Le botte del Pdl - scrive il Giornale a pagina 3 - sono sempre presunte".

L'opposizione invece, è soddisfatta e, con un coro unanime, chiede che a pagare le multe inflitte dall'Agcom siano i direttori.

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