Giustizia, Grasso: "Come dialogare con chi ci insulta?"

Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso
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Botta e risposta tra il procuratore nazionale antimafia e il ministro Alfano a Palermo, nell'anniversario della strage di Capaci. Il guardasigilli: "Anche Falcone voleva la separazione delle carriere dei magistrati"

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"Come è possibile dialogare con chi ti prende a schiaffi, con chi chiama i magistrati matti, cancro, golpisti?". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, nell'aula bunker di Palermo in un faccia a faccia con il ministro della Giustizia Alfano. Un acceso botta e risposta nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta ( GUARDA LE IMMAGINI ).

Grasso ha contestato la definizione della "riforma della giustizia" data al pacchetto legislativo approvato dal governo: "qui si parla di riforma del rapporto tra Magistratura e politica e non di riforma della giustizia". "I magistrati - ha aggiunto il procuratore - chiedono solo un processo rapido e vogliono che le vittime vedano riconosciute le loro ragioni in un contesto come il nostro è difficile smorzare le tensioni".

Il guardasigilli ha risposto al procuratore citando un'intervista rilasciata da Giovanni Falcone in cui il magistrato ribadiva l'importanza della separazione delle carriere tra i magistrati. Citazione a cui Grasso ha obiettato: "La Magistratura non può essere autonoma se le si toglie la direzione delle indagini". Per smorzare i toni il giornalista Minoli, che ha moderato l'incontro, ha chiesto ai due partecipanti di citare una qualità l'uno dell'altro. Secondo Alfano "il procuratore è un uomo delle istituzioni che non fa sconto al governo". Grasso, ha invece dato atto al ministro di avere seguito l'input degli investigatori sull'importanza dei patrimoni mafiosi.

Per quanto riguarda le indagini sulla strage di Capaci, Grasso ha poi dichiarato che bisogna "tendere all'accertamento della verità a ogni costo, anche se la verità processuale non è quella assoluta, ma quella che si può trovare".

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