Roma, muore un operaio nel cantiere per la metropolitana

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Si chiamava Bruno Montaldi e aveva 48 anni. Era un addetto al monitoraggio di un impianto di congelamento ma è finito in un pozzo pieno di azoto liquido. L’autopsia chiarirà le cause del decesso. Il sindaco Alemanno: "Fatto grave, subito un’inchiesta"

Si chiamava Bruno Montaldi di 48 anni l'operaio morto nella mattina di domenica 22 maggio in un pozzo pieno di azoto liquido in un cantiere della metropolitana di Roma. Era originario de L'Aquila, sposato e con figli. L'uomo era un addetto al monitoraggio tecnico di un impianto di congelamento e stava facendo un turno notturno.

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi in merito all’incidente. Da un primo esame sul corpo della vittima non sarebbero presenti lesioni compatibili con una caduta di 40 metri. Non si esclude che l'uomo potrebbe essere disceso nel pozzo per effettuare un controllo e sia scivolato da un'altezza di 10 o 15 metri. Nei prossimi giorni l'autopsia chiarirà la causa del decesso per stabilire se le lesioni possano avere procurato la morte o se Montaldi sia deceduto per esalazioni di gas o malore.

Sull’episodio il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ha detto: “E’ un fatto molto grave, l'ispettorato del lavoro deve fare subito una inchiesta”. Cordoglio è stato espresso dalla presidente della Regione Lazio Polverini e dal presidente della Provincia Zingaretti. L'Idv ha chiesto invece di verificare gli appalti per la metro romana.

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